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Bond in sicurezza, ma con il 3% in tasca

di Marco Sabella

I titoli pubblici italiani superano gli esami di inizio anno. E con l’asta di giovedì scorso i Btp si confermano la migliore alternativa — sotto il profilo del rapporto rischio/rendimento — a disposizione dei risparmiatori, non soltanto italiani ma europei. Superate le turbolenze che hanno caratterizzato la fine del 2010 e le prime due settimane del nuovo anno, i differenziali di rendimento (spread) tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi sulla scadenza dei dieci anni, tornano verso la media di 160 centesimi che ha caratterizzato gli ultimi mesi. A questo punto, secondo i gestori, non è difficile realizzare un portafoglio obbligazionario diversificato tra emissioni governative e corporate bond con un rendimento netto superiore al 3%e un livello di rischio molto basso. Variabili Tuttavia (vedi intervista a fianco ) gli investitori dovranno muoversi con cautela. Perché le turbolenze sui mercati del reddito fisso non si esauriranno in breve tempo. Mentre il rialzo dei tassi di interesse rappresenta una seria minaccia alle quotazioni dei titoli di più lungo termine. «Nel 2011 il tema del debito pubblico dei paesi di area euro rimarrà decisivo per capire dove andranno i mercati finanziari, comprese le Borse e non soltanto le obbligazioni » , prevede Mario Spreafico, direttore investimenti di Schroders Italia. Altri gestori mettono l’accento su alcuni punti fermi. «Sono convinto che la crescita economica sostenuta di Germania e Francia, e in parte anche dell’Italia, daranno un buon sostegno ai mercati obbligazionari. Certamente dovremo fare i conti con molta volatilità, soprattutto nel primo semestre dell’anno» , argomenta Daniele Guidi, responsabile obbligazionario di Bnp Paribas Am. Intanto l’asta dei Btp di giovedì scorso, conclusasi con un pieno successo dal punto di vista dell’ammontare sottoscritto (e venuta subito dopo il buon andamento del collocamento dei bond del Portogallo), conferma che i tassi sono in crescita. Con il Btp di scadenza quinquennale salito a un rendimento del 3,66%lordo (+0,42%rispetto all’asta precedente) e il titolo a 15 anni (scadenza marzo 2016) al 5,056%(+0,25%sull’asta precedente). Di fronte a queste variazioni la scelta delle scadenze più appropriate — da privilegiare quelle inferiori ai cinque anni — e la diversificazione fra emittenti diventa un passaggio fondamentale per ottenere rendimenti il più possibile stabili e sicuri. Secondo i gestori un portafoglio a reddito fisso prudente dovrebbe essere composto per il 70% di Btp di durata medio breve (3-5 anni) e per il 30%di obbligazioni societarie. «Ai tassi attuali un paniere di questo tipo garantirebbe un guadagno medio lordo a 12 mesi del 3,50%, che corrisponde a un netto del 3,14%, un livello di sicurezza rispetto a un'inflazione che, come ha confermato la Bce la scorsa settimana, si manterrà al di sotto del 2%per tutto il 2011» , sottolinea Guidi. Corti La scelta delle scadenze più brevi si rende necessaria per l’incerta evoluzione dei tassi di interesse di lungo termine, che, anche grazie alla ripresa economica in atto, potrebbero aumentare ancora. La risalita dei rendimenti sui titoli a dieci e trent’anni ha già provocato perdite sensibili a chi, investendo in bund tedeschi, ha voluto privilegiare a tutti i costi la sicurezza dell’emittente. Il decennale tedesco, che aveva raggiunto un minimo di rendimento del 2,1%il 31 agosto dello scorso anno è risalito oggi al 2,9%. Un aumento di circa un punto percentuale che ha provocato una perdita del 7%nel valore capitale dell’obbligazione (vedi tabella ). Del resto l’alternativa delle emissioni dei paesi più sicuri di area euro (hanno rating tripla A i titoli di Germania, Francia, Austria, Olanda, Finlandia) è molto penalizzante sul piano della cedola. Che nel caso dei titoli a cinque anni raggiunge a mala pena il 2%, sostanzialmente in linea con i rendimenti di un parcheggio temporaneo della liquidità, piuttosto che con quelli di un investimento di medio periodo. Alternativa «I Btp italiani offrono cedole migliori e una discreta garanzia di stabilità delle quotazioni. Infatti anche se i rendimenti dovessero aumentare (provocando perdite in conto capitale sui titoli già emessi) è probabile che nel prossimo semestre il differenziale tra il Bund e il Btp tenderà a scendere. Con l’effetto netto di una sostanziale stabilità del valore del Btp per gli investitori» , conclude Guidi. Per dare smalto alle performance medie di portafoglio (mantenendo un elevato il livello di sicurezza) occorre puntare sulle obbligazioni societarie. «Siamo convinti che i corporate bond, che nel 2010 hanno registrato in alcuni casi rendimenti a doppia cifra continueranno a dare buone soddisfazioni ai risparmiatori anche nel 2011» , sostiene Chris Bowie, gestore del fondo Corporate Bond Fund della britannica Ignis Am. E nei prossimi dodici mesi «la performance media, fra guadagno in conto capitale e cedola, potrà attestarsi intorno al 5%» , sostiene. Tuttavia occorre selezionare le emissioni con attenzione perché sono ormai pochi i settori i cui bond offrono cedole significativamente più generose rispetto ai titoli di Stato di pari scadenza. In comparti come le utilities i rendimenti sono identici o addirittura inferiori a quelli dei titoli governativi. C’è invece quasi un punto di differenza a favore delle obbligazioni emesse dalle telecom, da alcune aziende industriali, e soprattutto, delle emissioni bancarie «subordinate» . Ed è su queste categorie di titoli che si concentrano le scelte dei gestori dei fondi specializzati in corporate bond. Che restano, in assoluto, lo strumento migliore a disposizione dei risparmiatori per puntare sulle obbligazioni aziendali senza correre il rischio di rimanere scottati da sempre possibili insolvenze. 

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