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Bond greci, spostato al 20 aprile lo swap con i creditori privati

di Vittorio Da Rold

Atene ha rinviato al 20 aprile la scadenza per l'adesione allo swap sul debito dei creditori privati che rientrano sotto legge internazionale, annunciando per la prossima settimana lo scambio di altri 20,27 miliardi di euro in titoli di Stato. Atene ha tempo fino al 15 maggio, quando scadranno 450 milioni di euro in bond sotto legge internazionale, e a quel punto dovrà decidere cosa fare nella sfida con gli hedge funds che non accettano lo scambio.
La prima fase dello swap, il più grande della storia, diretta ai detentori di bond che rientrano nella legge greca, si è conclusa positivamente per Atene il 12 marzo scorso con la cancellazione di 94,8 miliardi di euro.
La terza proroga significa che la Grecia – non potendo imporre le clausole di azione collettiva (Cac), sui titoli di diritto estero perché ci vuole una soglia più alta e occorre raggiungere la quota per ciascuna emissione – continua a prorogare la scadenza cercando di fare nel frattempo "moral suasion".
La Grecia continua a ribadire quello che Petros Christodoulou, direttore dell'Agenzia del debito greco, ha detto a questo giornale alla vigilia del primo swap: Atene non ha fondi per pagare gli hold-outs, cioè chi non accetta lo swap.
Ma ci sono due problemi. Se Atene non paga e fa default anche per pochi soldi come quelli in scadenza il 15 maggio, potrebbe mettere in difficoltà l'Fmi a causa di una norma di comportamento interno al Fondo che impedisce di fare prestiti a chi sceglie di fare default sui propri bond.
Se invece Atene paga completamente i bond in esame, crea una disparità di trattamento e un incentivo a chi non ha accettato lo swap a proseguire con un atteggiamento simile in vista di altre ipotetiche situazioni in altri paesi dell'eurozona.
«Il rinvio al 20 aprile per l'adesione allo swap sul debito per alcuni dei titoli ancora esistenti, ed emessi sotto legge internazionale, riflette la volontà delle autorità greche e dei suoi creditori ufficiali di massimizzare i benefici sulle finanze pubbliche greche della ristrutturazione del debito, offrendo a tutti gli investitori lo stesso trattamento e dunque evitare un default vero e proprio su un numero limitato di titoli», dice Silvio Peruzzo, economista a RBS.
«Non crediamo che questa notizia sia rilevante per la sostenibilità delle finanze greche. Quantitativamente i bond in questione sono trascurabili e Atene ha già completato il mese scorso in modo coercitivo uno swap che ha interessato la maggior parte dei titoli di stato esistenti, riducendo significativamente l'onere di rifinanziamento del suo debito», conclude Peruzzo. La sfida è alle battute finali.

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