Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bond garantiti dallo Stato preferiti se a breve scadenza

Sono stati 60 miliardi di euro le obbligazioni bancarie emesse al 31 gennaio 2012 e garantite dallo Stato sulla base del decreto legge dello scorso 6 dicembre 2011, provvedimento che rientrava nelle «disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici», uno dei primi provvedimenti del gioverno Monti. Di questi circa 40 miliardi è venuto in scadenza nel primo trimestre dell’anno, un’indicazione della preferenza per i titoli a breve dal momento che tali obbligazioni possono essere emesse con una scadenza tra un minimo di 3 mesi a un massimo di 5 anni. I dati sono contenuti nella relazione della Consob per il 2011 presentata ieri a Milano.
La raccolta obbligazionaria resta una delle principali fonti di finanziamento dei gruppi bancari italiani che nel corso del 2011 hanno incrementato di 7 miliardi la raccolta, circa l’1% in più dell’ammontare totale dello stock del debito stimato in 700 miliardi di euro. Secondo quanto riportato dalla relazione, «la struttura della raccolta dei principali gruppi bancari italiani si differenzia nel contesto europeo per il peso maggiore della raccolta obbligazionaria (35% a fronte del 25%-31% delle banche europee), finanziata in misura preponderante attraverso collocamenti domestici destinati agli investitori retail (l’80% della raccolta obbligazionaria totale del biennio 2010-2011)».
Nonostante ciò, i rendimenti offerti agli investitori retail, ai quali sono destinati collocamenti domestici, continuano a essere sensibilmente diversi da quelli offerti agli investitori istituzionali: secondo quanto riporta la relazione Consob, lo spread tra i rendimenti a scadenza delle obbligazioni a tasso fisso e quelle dei BTp con vita residua simile è risultato sostanzialmente pari a zero nel 2010 e negativo di oltre 40 punti base nel 2011 per le emissioni domestiche, mentre nello stesso periodo gli istituzionali hanno beneficiato di un rendimento superiore di oltre 60 punti base ai BTp. Per quanto riguarda le obbligazioni a tasso variabile, lo spread medio sull’euribor offerto al retail si è attestato intorno ai 50 punti base nel 2011 (zero nel 2010), valore significativamente inferiore rispetto ai 110 e 180 per il 2010 e il 2011 offerti agli istituzionali. Un risultato che pesa quando si confrontano le emissioni effettuate da investitori istituzionali nel corso del 2011 pari a 49,1 miliardi di euro contro i 36 miliardi dell’anno precedente mentre quelle al retail si sono attestate a 198,1 miliardi da 138,4 miliardi.
A fronte di uno stock del debito bancario italiano di circa 700 miliardi, la quota di obbligazioni in scadenza entro il 2014 si attesta a valori superiori al 50% del totale delle obbligazioni in circolazione per le maggiori banche italiane e spagnole, a fronte del 40% per gli istituti tedeschi, francesi e inglesi. Il volume degli scambi obbligazionari sui mercati regolamentati italiani – secondo quanto risulta dalla relazione Consob – è rimasto stabile intorno a 1.700 miliardi. In lieve calo sono risultati gli scambi sul mercato telematico all’ingrosso dei titoli di Stato (Mts) e sul mercato obbligazionario del Mot gestito da Borsa italiana, passati da 880 miliardi a 860 miliardi di euro e da 228 miliardi di euro a 204 miliardi di euro.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa