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Bond, il club dei «mille euro» diventa sempre più ristretto

Mille euro. E non più mille. Per chi ama investire in obbligazioni non disponendo di capitali importanti, la scelta diventa sempre meno ampia. Gli unici alleati sono gli Stati: i buoni del Tesoro, italiani e non solo, in genere si possono acquistare per cifre «popolari». Le società private che emettono con tagli da mille euro sono invece sempre più rare. I principali emittenti, banche, assicurazioni, case automobilistiche e altre aziende dei comparti produttivi optano per offrire al mercato titoli obbligazionari riservati ad investitori che sottoscrivano, come quota minima, almeno 100 mila euro. Una tendenza rafforzatasi dopo gli scandali che hanno coinvolto i risparmiatori titolari di bond societari e bancari. In realtà, questo valore sta già raddoppiando, e pensare che si era partiti, pochi anni fa, da un minimo di 50 mila. Un livello già alto, ma ancora avvicinabile da un numero maggiore di investitori.

Ecco allora una piccola rassegna dei bond che ancora consentono l’investimento «a mille».Tamburi & partners, banca d’investimenti italiana, offre un rendimento di poco superiore all’1%, ma con durata di poco più di un anno. Il magazzino all’ingrosso tedesco Metro lo stesso rendimento, ma con durata due anni e mezzo. Due case automobilistiche tedesche, Bmw e Volkswagen, con scadenza fine 2022, la prima, e inizio 2023, la seconda. Non sono molto generose: soprattutto Bmw (0,42%) che ha un ottimo grado di affidabilità, mentre Volkswagen (1,08%) offre meno di Tamburi, pur con una scadenza di quasi tre anni in più. Banca Imi, del gruppo Intesa Sanpaolo, propone due strumenti con scadenza 2026, con rendimenti migliori, vicini, in un caso, al 2%. Se ci si affida al dollaro statunitense, Cnh, con azionista di maggioranza Exor, offre un’emissione con scadenza poco meno che biennale ad un rendimento del 3,5% circa, naturalmente con l’assunzione del rischio cambio.

PubblicoPer gli appassionati dei mille euro, dunque, resta l’alternativa dei Tesori di Italia, Germania, Spagna e Stati Uniti. I Dipartimenti più generosi sono quello di Washington e il nostro, seguiti a distanza dal Tesoro madrileno e da quello tedesco. In quest’ultimo caso, ancora oggi, si investe in sicurezza: in effetti, immettendo in portafoglio un’emissione con scadenza decennale, si otterrebbe un teorico 0,09%. Tra imposta e costi vari, bolli su dossier soprattutto, il ritorno in termini di rendimento diverrebbe negativo.

Per contro, il Tesoro Usa propone il 2,50% sia con scadenza 2020 che 2021. L’Italia paga poco di meno con scadenza che oscilla tra il 2023 e il 2026, mentre è più generosa, se si investe in Btp indicizzati all’inflazione, sia a quella interna, Btp Italia, sia a quella di area euro. In ambedue i casi, si sfiora il 3% di rendimento. Infine Madrid, alle prese tra poco con l’ennesimo voto anticipato. Il Bonos con rimborso programmato a fine luglio 2023 fissa un rendimento dello 0,22%: il Btp con rimborso tre mesi dopo paga l’1,67%. Colpa del differenziale tra i due titoli di Stato e quello tedesco. Il differenziale spagnolo è a 111 circa, quello italiano a 267.

Rendimenti molto superiori si otterrebbero con obbligazioni collocate da società, banche e assicurazioni soprattutto, con caratteristiche di subordinazione e/o durata perpetual. Ma, come abbiamo detto, c’è da valutare un biglietto d’ingresso quasi sempre pari a 100mila euro. Al di là della propensione al rischio che deve essere di livello elevato e che deve venire testata dalle risposte al questionario Mifid II. In ogni caso per mettere 100 mila euro in un solo titolo bisogna averte un capitale importante. Basti pensare che un’emissione di taglio minimo 100 mila euro rappresenta il 10% di un patrimonio complessivo di un milione di euro. Generalmente, l’investimento su un singolo titolo occupa, nei portafogli dei gestori professionali, un peso quasi sempre inferiore al 5 per cento. Una strategia che serve per diversificare il rischio e rendere i possibili effetti negativi di cali di prezzo (o di eventuali default) davvero poco importanti.

Angelo Drusiani

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