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Bond Camfin ai supplementari

Nessuna delibera sul bond Camfin, per ora. Il consiglio di amministrazione della holding, tenuto nella serata di ieri, ha deciso infatti di riaggiornarsi al tardo pomeriggio di oggi. La decisione è stata presa nel corso di un cda lampo durato appena 45 minuti ed è stata assunta per dar modo a tutti i soggetti coinvolti nella partita di prendere visione e approfondire le carte dell’esposto che i Malacalalza hanno presentato in Procura contro Marco Tronchetti Provera, nel quale viene chiesto di annullare o comunque invalidare le deliberazioni adottate dai consigli del 10 e del 29 agosto scorsi, funzionali alla successiva emissione del bond exchangeable in azioni Pirelli.
Tra i primi a chiedere di poter dare una scorsa agli atti ci sarebbero state le banche che stanno organizzando l’emissione, ossia UniCredit, in qualità di banca agente, Intesa Sanpaolo e Bnp Paribas.
Gli istituti debbono infatti sottoporre il dossier ai propri legali perché sigillino il sostegno che gli istituti hanno finora dato alla holding nella strutturazione dell’operazione. Camfin stessa ha infatti precisato: «In conseguenza dei ritardi nel processo di preparazione del collocamento delle obbligazioni a seguito dell’iniziativa dei consiglieri Malacalza e Castelli, dovuti all’esigenza di completare le relative attività di analisi tecnica, il presidente ha sospeso la riunione, aggiornandola all’11 ottobre 2012, per l’adozione delle deliberazioni di competenza». In sostanza, dunque, si tratterebbe di uno slittamento di 24 ore legato a ragioni tecniche, o meglio alla necessità di dare a tutti i consiglieri della holding e alle banche del bond il tempo di esaminare le carte e compiere le conseguenti valutazioni.
Valutazioni che, peraltro, dovranno tenere conto del parere del collegio sindacale. Il consiglio di ieri ha infatti preso atto che l’organo di controllo «aveva già provveduto a verificare la correttezza del procedimento decisionale e del flusso informativo a beneficio degli amministratori che aveva portato alle predette deliberazioni, e di avere concluso che le scelte operate dal consiglio in data 10 agosto 2012 non possono essere censurate in alcun modo sotto il profilo della correttezza decisionale». Dello stesso parere il comitato controllo e rischi, che «ha pienamente condiviso le conclusioni a cui è giunto il collegio sindacale».
Quanto alla questione Prelios, il riassetto non dovrebbe subire ritardi. Il consiglio di amministrazione della compagnia immobiliare è confermato per stamattina e allo stato attuale l’intenzione è di procedere a una scelta tra l’offerta messa sul piatto dalla Feidos di Massimo Caputi e la proposta avanzata dall’americana Fortress. Complice anche il fatto che già nel corso di precedenti riunioni del consiglio Camfin aveva stabilito di supportare il piano di rilancio della compagnia del mattone.
Come trapelato nei giorni scorsi, Caputi ha in programma un aumento di capitale da 175 milioni, dei quali 50 milioni pre money. Dei restanti 125 milioni, 50 milioni saranno chiesti al mercato, 25 milioni potrebbero essere sottoscritti dalle banche creditrici sottoforma di conversione dei debiti in equity e i restanti 50 milioni divisi equamente a metà tra il patto attuale e il nuovo socio. L’offerta di Fortress, invece, è più articolata e prevede un aumento di capitale con conferimento in natura (le attività italiane Torre Sgr e Italfondiario).

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