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Bond bancari, partiti i rimborsi

I primi rimborsi a forfait delle obbligazioni subordinate azzerate con il salvataggio di Banca Etruria, Manca Marche, Carife e Carichieti sono iniziati. Al momento si parla di 600 posizioni. Una goccia nel mare di profili che sono stati danneggiati dalle banche. Così, mentre la magistratura fa il suo corso, i migliaia sono i risparmiatori che si rivolgono a studi legali specializzati per cercare di ottenere un risarcimento.

Massimo Cerniglia, name partner dello studio legale Cerniglia si occupa di difesa dei risparmiatori sia come professionista individuale che come fondatore e legale di alcune associazioni di consumatori. «Ci stiamo occupando della vendita ai risparmiatori delle azioni non quotate da parte di diverse banche del Nord e del Centro.
Alcune di queste banche sono andate in risoluzione per cui si sta ipotizzando di chiamare a rispondere le nuove banche» spiega Cerniglia ad Affari Legali. «Per proteggere gli interessi dei risparmiatori occorrerebbe una reale trasparenza di informazioni allo sportello nel momento in cui si comprano prodotti finanziari. A mio avviso bisognerebbe istituire nelle filiali un corner audio visivo tramite il quale dovrebbero essere registrate le informazioni che realmente vengono date ai risparmiatori sui prodotti e su rischi. Si costringerebbe gli intermediari finanziari al rispetto delle regole di comportamento» conclude.

Spostandosi ad ovest, lo Studio Fiorio di Torino, con Paolo Fiorio, Marco Gagliardi e Fabio Scarmozzino, è specializzato nel diritto bancario e nella tutela dei risparmiatori.
Negli ultimi anni lo studio si è occupato di dissesti (italiani e non) di banche ed imprese di assicurazione in stretta collaborazione con il Movimento Consumatori. Sui casi Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza è impegnato nella tutela degli azionisti delle note popolari venete, oggi trasformate in società per azioni, che hanno subito l’azzeramento di valore delle azioni acquistate o assegnate loro a seguito della conversione di alcuni prestiti obbligazionari. Per quanto riguarda invece i casi Banca Popolare Etruria, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti, Studio Florio collabora con il Movimento consumatori nelle attività giudiziali, stragiudiziali ed arbitrarie dirette al rimborso dei detentori di obbligazioni subordinate (per oltre 700 milioni euro) e possessori di azioni delle «4 banche» soggette al «bail in», e al decreto «salva banche. «Negli ultimi 15 anni», spiega Paolo Fiorio, «è emersa un’esigenza di tutela degli investitori senza precedenti. La novità degli ultimi anni è rappresentata dal fatto che le situazioni di crisi hanno colpito banche ed assicurazioni, ovvero quegli emittenti, considerati fino a qualche anno fa come affidabili anche per i piccoli risparmiatori. Tale situazione richiede interventi di innalzamento sia della tutela sostanziale dei risparmiatori impedendo che possano essere negoziati in conflitto di interesse titoli illiquidi, sia degli strumenti processuali quali una vera ed efficiente class action».

Lo Studio Zanvetto Bruschi rappresenta circa 800 clienti azionisti / risparmiatori nelle azioni contro Veneto Banca e Bpvi. «Stiamo procedendo con la redazione delle mediazioni e con l’instaurazione di un importante numero di cause principalmente presso i Tribunali di Venezia, Vicenza e Udine. Le cause sono fondate su varie violazioni normative e volte al risarcimento dei danni patiti dagli azionisti. Complessivamente stimiamo danni (ad oggi) per circa 80 milioni di euro», spiega Maria Bruschi. «Ci auguriamo che i tribunali possano anche farsi propulsori di importanti tavoli di conciliazione per dirimere le controversie già nel corso delle prime udienze e ridurre così le tempistiche pesanti della giustizia» aggiunge.

Altra realtà molto attiva è Tlc Lawyers di Treviso, il cui titolare Sergio Calvetti si occupa dal 2014 della vicenda che riguarda la svalutazione delle azioni di Veneto Banca e Bpvi. «Siano impegnati su tre fronti, con riguardo a entrambe le popolari. In primo luogo, abbiamo depositato per ciascuno degli aderenti alla nostra azione collettiva una denuncia-querela presso le Procure della Repubblica di Vicenza e Roma. In secondo luogo, per gli acquisti che evidenziano violazioni macroscopiche alle disposizioni dettate dal T.U.F. in materia di vendita di prodotti finanziari, abbiamo incardinato giudizi civili individuali dinanzi alla sezione specializzata imprese del Tribunale di Venezia. In tale ambito, rientrano anche le ipotesi di acquisto finanziato – detti anche «baciate» – con riguardo alle quali si invoca, tra le altre cose, la nullità ai sensi dell’art. 2358 cod. civ. Al momento assistiamo complessivamente più di 2.300 soggetti. Dai provvedimenti emanati dalla Procura della Repubblica di Roma (ordinanza cautelare nei confronti del sig. Consoli) e dall’Antitrust, appare evidente che quanto accaduto alla Banche venete non è frutto del caso, o del cambiamento dei parametri imposti dalla Bce, come in molti casi i funzionari e i legali delle Banche hanno sostenuto, ma è il risultato di un disegno atto ad incamerare quanti più denari possibili dai risparmiatori italiani, in totale spregio a quanto disposto dall’articolo 47 Cost. Posso solo sperare che la giustizia italiana accerti la responsabilità dei colpevoli della tragedia in atto, con la conseguente riparazione dei gravi danni patrimoniali – e non solo – subiti dagli azionisti».

Sempre sulla vicenda Bpvi, lo Studio legale Spinazzi Azzarita Troi di Padova assiste un gruppo di azionisti dell’istituto in una serie di azioni legali per ottenere l’annullamento e la risoluzione degli acquisti di azioni dell’Istituto e conseguente risarcimento dei pregiudizi patiti.

Sul fronte banche, infine, lo Studio legale Carbonetti e Associati assiste da decenni molte tra le principali banche italiane nei contenziosi in materia bancaria e finanziaria. I noti default finanziari di grossi gruppi industriali hanno determinato valanghe di cause di risparmiatori; le crisi finanziarie dell’imprenditoria, esposta con le banche, hanno determinato l’avvio di un numero spropositato di cause volte a contestare gli addebiti in conto (capitalizzazione degli interessi, commissioni, etc…); la depressione economica che ha colpito le famiglie ha indotto tantissimi privati a denunciare l’applicazione da parte del sistema di tassi usurari.

Federico Unnia

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