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Bombardieri (Uil): obiettivo zero morti sul lavoro

La Uil lancia la campagna «Zero morti sul lavoro», coinvolgendo testimonial del mondo dello sport, dello spettacolo e della cultura. Da Ciro Immobile ad Ambra Angiolini, da Gabriele Gravina a Luca Pancalli. Ciascuno si è fatto fotografare mentre fa il gesto Ok con le dita, accanto allo slogan «Zero morti sul lavoro? Ok», e condividerà questa immagine sui propri profili e pagine social.

Perché questa iniziativa?

«Perché — risponde il segretario generale, Pier Paolo Bombardieri — pensiamo che il tema della sicurezza sul lavoro sia strategico. Lanciamo questa campagna ora perché quando c’è una grande crisi, come quella che stiamo vivendo, c’è la tendenza a trascurare questo tema. E invece molti lavoratori sono morti di Covid anche perché, soprattutto all’inizio, i dispositivi di sicurezza non c’erano o erano inadeguati. Inoltre, temiamo che quando ci sarà la ripresa, la questione della sicurezza sul lavoro venga sacrificata».

Il gesto Ok, perché?

«Non tutti lo sanno, ma in guerra i militari americani usavano scrivere su una bandiera visibile da lontano il numero di perdite subite. Nei casi fortunati scrivevano OK, che stava per zero killed, nessun ucciso. È il nostro obiettivo, che vogliamo condividere con personaggi della cultura, dello sport, dello spettacolo. Abbiamo avuto già tante adesioni. E vogliamo portare questo tema anche nelle scuole».

Zero morti sul lavoro anche da Covid. Come?

Ogni

misura del Recovery plan dovrà indicare l’impatto sull’occupa-zione e noi vogliamo essere coinvolti. Bisogna riformare gli ammortiz-zatori sociali

«Abbiamo aggiornato i protocolli di sicurezza sul lavoro e sottoscritto quello per la campagna di vaccinazione nei luoghi di lavoro. Sono passi indispensabili».

Non c’è il rischio che si creino nuove discriminazioni, cioè che lavoratori giovani possano avere il vaccino prima di anziani e persone fragili?

«No, perché per quando saremo pronti a partire nei luoghi di lavoro, contiamo che ci siano vaccini in abbondanza per evitare questo rischio. Se tutto va bene, per organizzare le vaccinazioni dei lavoratori ci vorranno 3-4 settimane. Per quella data le forniture, almeno così ci dicono, dovrebbero essere adeguate a soddisfare tutte le richieste e quindi le vaccinazioni dei lavoratori in azienda si aggiungeranno a quelle della normale campagna vaccinale nelle strutture pubbliche. Inoltre, anche nei luoghi di lavoro verrà data priorità ad anziani e persone fragili».

L’Istat ha appena segnalato che in un anno gli occupati sono calati di quasi un milione. Il sindacato cosa propone?

«Di accelerare gli investimenti e per questo siamo in attesa di essere convocati dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, sul Recovery plan. Ogni misura del piano dovrà indicare l’impatto sull’occupazione e noi vogliamo essere coinvolti. C’è inoltre bisogno di riformare gli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro. Infine, ci sono troppe crisi aziendali ancora aperte e su questo fronte stiamo avendo qualche difficoltà di rapporti con il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti».

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