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Bologna, l’algoritmo che scova gli evasori e taglia la Tari (a tutti)

Algoritmo predittivo. Algoritmo che smaschera le anomalie, le segnala, le registra perché usa una piattaforma che integra le varie banche dati rendendole interoperabili. Prendiamo il catasto, l’anagrafe della popolazione, gli atti notarili sulle successioni, la riscossione dei tributi, il database dell’Agenzia delle Entrate sui contratti di locazione, l’anagrafe delle imprese e quella tributaria. Non vogliamo scomodare l’economista Arthur Laffer — che 40 anni fa spiegò all’allora presidente Usa Ronald Reagan che tagliando le tasse avrebbe ottenuto un gettito più alto — però possiamo usarlo a pretesto prendendo in prestito il principio, per la verità costituzionale improntato all’equità fiscale, riassunto nel mantra: «Pagare meno, pagare tutti».

A Bologna, storicamente una delle best practice nazionali in termini di governo del territorio, sono riuscite nel 2020 a trovare una ricetta da saltimbanchi usando il petrolio di questo secolo: l’uso qualitativo dei dati. Generare maggiore cassa non tagliando gli investimenti, ampliando la platea contributiva dei soggetti fiscali alcuni dei quali erano sfuggiti alle maglie dell’erario permettendo allo stesso tempo di non far scendere nell’anno pandemico il gettito Tari riducendone però mediamente l’importo anche a ristoratori e negozianti tramortiti dalle chiusure e dalle misure di distanziamento. Il costante controllo dell’evasione e la riscossione coattiva tramite la società Municipia, del gruppo Engineering, hanno contribuito alla creazione negli ultimi cinque anni di un buon saldo di cassa, passato da 134,8 milio nel 2016 a 415,7 nel 2020. Dinamica che ha avuto come corollario quella di aver ridotto lo stock di debito comunale da 156,3 milioni a 82,2 milioni nel corso del mandato. Dice l’assessore al Bilancio del comune Davide Conte, che «la banca dati non è altro che la conoscenza del territorio Grazie agli algoritmi si va a scovare il 10% di contribuenti evasori Tari in modo da ridurre l’importo per l’altro 90% di contribuente che ora paga di meno. I 10 milioni che abbiamo messo in gioco in termini di innovazione di processo ha permesso lo sconto fino al 50% per bar, alberghi, ristoranti, negozi no food».

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