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Bollo sul valore all’estratto conto

di Marco Piazza

Beffati i clienti a cui le banche hanno inviato la comunicazione sul deposito titoli fra il 6 e il 16 luglio 2011: sono soggetti al maxibollo nella misura elevata, poi soppressa dalla legge di conversione. Lo precisa la circolare dell'agenzia delle Entrate n. 40/E di ieri che contiene una penalizzante interpretazione sulle modalità di calcolo degli scaglioni di valore dei dossier che determinano l'entità del superbollo (si veda l'altro articolo in questa pagina), tale da indurre i possessori di più dossier a valutare l'opportunità di accorparli in un unico deposito.

Inoltre, non è chiaro se l'Agenzia condivida le tesi dell'Abi (circolare 13 del 2011) riguardo alla non computabilità dei titoli per i quali il deposito non è obbligatorio per norma di legge; si tratta degli strumenti finanziari non dematerializzati, ove non siano affidati in amministrazione all'intermediario; delle quote di fondi comuni d'investimento (diversi dagli Etf e dai fondi chiusi quotati) che non sono oggetto di deposito, bensì di mera "annotazione" presso gli intermediari; delle obbligazioni e certificati di deposito emessi dalle banche, eccetera). È auspicabile che sul punto si crei un comportamento uniforme condiviso dagli operatori.

La circolare, inoltre, conferma che il maxibollo deve essere applicato per le comunicazioni inviate non solo dalle banche e da Poste Italiane ma anche da altri intermediari finanziari che intrattengono con la propria clientela depositi titoli e cioè rapporti riconducibili alla custodia e all'amministrazione degli stessi, anche quando questi siano dematerializzati. Pare quindi confermato che l'obbligo riguarda anche le comunicazioni emesse da imprese di investimento, Sgr, società di gestione armonizzate, intermediari finanziari iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 106 del Tub e agenti di cambio iscritti nel ruolo di cui all'articolo 201, comma 7, del Tuf. Ciò rende urgente un chiarimento sull'attualità del parere Abi 1263 del 2011 secondo il quale il maxibollo non sarebbe applicabile agli estratti conto relativi alle gestioni patrimoniali.

Inoltre l'Agenzia, trascurando il tenore letterale della norma, stabilisce che, ai fini della valorizzazione dei titoli in deposito per il calcolo degli scaglioni d'imposta, si devono considerare anche i titoli privi di valore nominale o di rimborso, conteggiando a tal fine il costo d'acquisto. Previsione che rischia di rendere ancora più complessa la progettazione dei programmi informatici, dato che frequentemente le comunicazioni inviate ai clienti non contengono il costo d'acquisto dei titoli ma solo il loro valore corrente.

Apprezzabile è, invece, il chiarimento che ai fini della valorizzazione del dossier non contano le operazioni intervenute durante il periodo di rendicontazione. In altri termini, ciò che conta è il valore nominale o di rimborso o il prezzo di costo alla data di riferimento della comunicazione, senza che l'intermediario debba verificare se, durante il periodo considerato le soglie siano state superate, anche per un solo giorno.

Infine, la circolare affronta anche la problematica relativa alla riliquidazione dell'imposta assolta in modo virtuale. Gli intermediari (compresi quelli non ancora in possesso dell'autorizzazione alla liquidazione virtuale) dovranno comunicare all'Agenzia entro il 31 ottobre anche il numero delle comunicazioni relative ai depositi titoli, divise per scaglioni di valore nominale o di rimborso, che si presume verranno inviate ai clienti dal 6 luglio fino al 31 dicembre 2011 e la liquidazione provvisoria delle maggiori somme dovute, da ripartire nelle nelle rate di ottobre e dicembre 2011.

 

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