Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bollo sui capitali scudati verso il 16 luglio

Tutto è pronto per il versamento delle imposte di bollo (straordinaria e speciale) sulle attività finanziarie emerse con lo “scudo fiscale” (Dl 350/2001 e Dl 78/2009) e ancora “sotto copertura” all’inizio del periodo d’imposta 2011. Con il provvedimento dello scorso 5 giugno (protocollo 72442/2012) – che sostituisce integralmente quello del 14 febbraio 2012 allineandosi alle correzioni dettate dal Dl 16/2012 rispetto alla disciplina delineata dal Dl 201/2011 – gli intermediari hanno tutti gli elementi per prelevare le somme necessarie all’adempimento, che vanno versate entro il 16 luglio utilizzando i codici tributo approvati con la risoluzione 14/E/2012.

Le imposte di bollo straordinaria e speciale sulle somme “scudate” non riguardano attività patrimoniali, ma solo finanziarie, in ciò differenziandosi nettamente dall’Ivie sugli immobili all’estero. Diversamente dall’Ivafe (che colpisce le attività finanziarie detenute all’estero, comprese quelle “scudate” ma nella forma della regolarizzazione), questi tributi incidono somme oggetto di emersione che si trovino materialmente in Italia (rimpatrio fisico) o ancora all’estero (rimpatrio giuridico).

Ciò che contraddistingue queste imposte – differenziandole così dall’imposta di bollo “ordinaria” sulle attività finanziarie di cui ai commi da 1 a 3 dell’articolo 19 del Dl 201/2011, che, peraltro, può cumularsi ad esse, tanto che il legislatore ne ha previsto la deducibilità – è che sulle attività finanziarie che ne formano oggetto permaneva, al 1° gennaio 2011, il regime di “segretazione” (detta anche “riservatezza”) conseguente allo scudo, regime che potrebbe proseguire tuttora. E proprio qui sta la differenza tra “imposta straordinaria” ed “imposta speciale”:

e la prima si applica (una tantum, nella misura del 10 per mille) sulle attività finanziarie rimpatriate che, tra il 1° gennaio e il 16 dicembre 2011 sono state in tutto o in parte prelevate o “dissecretate” dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione creatosi per effetto dell’emersione;

r l’imposta speciale, invece, è un’imposta a regime che si applica l’anno successivo sulle consistenze delle attività ancora riservate presenti al 31 dicembre dell’anno precedente (6 dicembre 2011 per l’imposta da versare nel 2012), e continua ad essere dovuta sino a quando le somme non perdono il beneficio della riservatezza, secondo le seguenti aliquote:

– 10 per mille per il 2011;

– 13,5 per mille per il 2012;

– 4 per mille negli anni seguenti.

Le somme oggetto delle imposte di bollo speciale o straordinaria non saranno, normalmente, presenti nel modello Unico 2011, né nel quadro RM (dove invece verranno indicati gli immobili e le attività finanziarie detenuti all’estero nel 2011 per assolvere l’Ivie e l’Ivafe) né nel quadro RW (dove vanno riportati i medesimi immobili e le medesime attività ai fini del monitoraggio, ivi comprese le attività in passato oggetto di emersione sotto forma di regolarizzazione).

L’unico caso di “incrocio” si ha quando l’attività finanziaria – ancora segretata al 1° gennaio 2011 – è stata successivamente, entro la fine del periodo d’imposta, oggetto di un prelievo o di un altro atto che ne ha fatto perdere il regime di riservatezza, svelando la propria natura di attività detenuta all’estero o contribuendo ad acquisire un immobile all’estero o una attività finanziaria estera.

Ma conviene ancora mantenere il regime di riservatezza? È evidente, infatti, che l’imposta di bollo speciale è assai più “salata” di quella ordinaria, che si applica dal 2013 nella misura dell’1,5 per mille (1 per mille per il 2011 e il 2012), senza dimenticare che sui conti correnti e libretti di risparmio postali e bancari (anche se detenuti in Paesi dell’Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo con scambio di informazioni) essa regredisce all’imposta fissa di 34,20 euro annuali. Solo l’esame della singola fattispecie può portare a una conclusione ponderata, frutto della correlazione di diverse variabili, tra cui, in primis, le motivazioni che hanno portato a fruire del provvedimento di emersione.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai due estremi ci sono Generali e Unicredit: promossa a pieni voti la prima (almeno dagli investitor...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La pace con Vivendi in Piazza Affari vale 35 milioni di capitalizzazione. Dopo una fiammata in avvio...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

er la prima volta da molti anni un rialzo dei tassi d’interesse si affaccia negli scenari della po...

Oggi sulla stampa