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Bollo auto in tre anni salvo atti interruttivi

La tassa automobilistica si prescrive in tre anni, che decorrono dall’anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento: per cui se tra l’obbligo del pagamento e la notifica della cartella trascorre questo arco di tempo, la pretesa impositiva è nulla, salvo che la regione dimostri di aver notificato un atto interruttivo. È quanto si legge nella sentenza n. 27381/24/16 della Ctp di Roma. Una società del frusinate proponeva ricorso contro la cartella notificata da Equitalia, recante un’iscrizione a ruolo relativa alla tassa automobilistica per l’anno 2010. Sulla cartella era indicato un avviso, asseritamente notificato dalla regione Lazio, che la società riteneva di non aver mai ricevuto: in tal caso, sarebbe anche maturato il termine di prescrizione triennale, prima della notifica della cartella stessa.

La regione Lazio, chiamata in causa dalla contribuente, non si costituiva in giudizio. La Ctp ha quindi rilevato l’intervenuta prescrizione della tassa, che si ricorda essere di tre anni, poiché non risultava provata la notifica di atti interruttivi della prescrizione (nella specie, l’avviso della regione indicato nelle motivazioni della cartella). Infatti, l’articolo 5, comma 51, del dl 953/82 (così modificato dall’articolo 3 del dl 2/86) dispone che l’azione dell’amministrazione finanziaria per il recupero della tassa si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento. La situazione non cambia nel caso in cui subentrino degli atti interruttivi: il termine triennale, infatti, inizia nuovamente a decorrere dopo ogni atto interruttivo, ancorché divenuto definitivo e salvo che sia intervenuta una sentenza definitiva di condanna: in tal caso, il termine per la riscossione è decennale.

Interessante, poi, richiamare la sentenza n. 726/01/16 della Ctp di Campobasso che, statuendo in materia di prescrizione triennale del bollo auto, ha stabilito che ai fini del rispetto del termine conta aver riguardo al momento in cui l’atto viene effettivamente ricevuto dal destinatario, non applicandosi il criterio del doppio binario (secondo cui per il notificante vale il momento di spedizione, per il destinatario quello della ricezione).

Tornando alla decisione della Ctp di Roma in commento, stante la mancata costituzione in giudizio della controparte, i giudici si sono limitati ad accogliere il ricorso, senza disporre alcunché in merito alle spese di giudizio.

Nicola Fuoco

Con ricorso, notificato alla regione Lazio e depositato nei termini, la Sig.ra ( ) rappresentata, domiciliata e difesa come in atti, impugna la cartella di pagamento n. ( ) notificata da «Equitalia Sud spa» in data 12 gennaio 2015, relativa all’iscrizione a ruolo della tassa automobilistica dovuta per l’anno 2010 e non pagata, oltre interessi e sanzioni.

Il ricorrente eccepisce la nullità della cartella per presunta prescrizione del credito. Non si è costituita la regione.

Il ricorso è fondato.

Osserva il collegio che l’art. 5, comma 51 del decreto legge 30 dicembre 1982, n. 953, come modificato dall’art. 3 del decreto legge 1° gennaio 1986, n. 2, stabilisce che l’azione dell’amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1° gennaio 1983 per effetto dell’iscrizione di veicoli […] si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento».

Secondo quanto eccepisce il ricorrente non è intervenuto nessun atto interruttivo della prescrizione perché non ha mai ricevuto l’atto n. 036129861293 asseritamente notificato dalla Regione in data 13 agosto 2011 come descritto nell’atto impugnato; eccezione, questa, incontestabile per la mancata costituzione della regione.

In relazione a quanto innanzi e tenuto conto che dalle risultanze in atti e in particolare da quelle relative alla scadenza del bollo e alla notifica della cartella, deve ritenersi prescritto il credito per la tassa automobilistica, il ricorso merita accoglimento.

PQM La commissione accoglie il ricorso. Nulla per le spese.

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