Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bollo auto, riscossione di tre anni in tre anni

La tassa di circolazione si prescrive in tre anni; il termine di prescrizione non è soggetto ad alcun ampliamento: per cui, a seguito della notifica di ogni eventuale atto interruttivo (accertamento, cartella esattoriale, intimazione) il diritto alla riscossione sopravvive di tre anni in tre anni, non verificandosi alcuna conversione di tale termine in quello ordinario decennale.È quanto ribadito dalla Ctr di Palermo nella sentenza n.802/12/18. Il collegio siciliano ha così applicato a un caso avente a oggetto il bollo auto il principio dettato dalle Sezioni Unite nella sentenza n. 23397/16. Nella specie, l’originario ricorrente aveva impugnato delle intimazioni di pagamento notificate dall’agente della riscossione e aventi a oggetto la tassa automobilistica per diverse annualità, alquanto vetuste. In particolare, nel ricorso, si denunziava il fatto che fosse intercorso il termine di prescrizione tra la notifica delle prodromiche cartelle e quella delle intimazioni successive (atti impugnati): termine che, nel caso del bollo auto, va individuato in tre anni. In tal senso, l’articolo 5, comma 51, del dl 953/82 (così modificato dall’articolo 3 del dl 2/86) dispone che l’azione dell’amministrazione finanziaria per il recupero della tassa si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento. La situazione non cambia, come spiega la Ctr di Palermo nella sentenza in commento, nel caso in cui subentrino degli atti interruttivi: il termine triennale, infatti, inizia nuovamente a decorrere dopo ogni atto interruttivo, ancorché divenuto definitivo e salvo che sia intervenuta una sentenza definitiva di condanna (in tal caso, il termine per la riscossione è decennale).

La scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione a ruolo produce solo l’effetto della irretrattabilità del credito contributivo ma non la conversione del termine di prescrizione, principio che si applica anche ai crediti di regioni, province e comuni.

Interessante, poi, richiamare la sentenza n. 726/01/16 della Ctp di Campobasso che, statuendo in materia di prescrizione triennale del bollo auto, ha stabilito che ai fini del rispetto del termine conta aver riguardo al momento in cui l’atto viene effettivamente ricevuto dal destinatario, non applicandosi il criterio del doppio binario (secondo cui per il notificante vale il momento di spedizione, per il destinatario quello della ricezione).

Benito Fuoco

Il contribuente G.S. impugnava n. 5 intimazioni di pagamento riguardanti tasse automobilistiche ( ) deduceva l’omessa notifica di qualsiasi atto prodromico e l’assenza di motivazione. S.S. spa si costituiva in giudizio, evidenziava il termine decennale per la prescrizione, che tale termine non risultava maturato alla data di notifica delle intimazioni impugnate, eccepiva la inammissibilità del ricorso per effetto della mancata impugnazione delle prodromiche cartelle di pagamento. ( ) La Commissione tributaria provinciale di Palermo accoglieva il ricorso ( ) osservando preliminarmente che in assenza di giudicato la prescrizione in materia di tassa auto doveva intendersi triennale e che nel caso di specie «… tutte le cartelle sono state notificate oltre tre anni rispetto alla data di notifica delle intimazioni di pagamento e, trattandosi di tassa auto, il termine di tre anni non è stato rispettato dall’esattore…».

L’Agenzia delle entrate di Palermo ha quindi impugnato la sentenza in parola ( ).

Evidenzia questo collegio che l’art. 5 comma 51 del dl 30 dicembre 1982, n. 953 come sostituito dall’art. 3 del dl 6 novembre 1985, n. 597 e dal dl 6 gennaio 1986, n. 2 convertito nella legge 7 marzo 1986, dispone che il diritto a ricevere il pagamento del dovuto per tasse e sanzioni si prescrive nel termine di tre anni. E in particolare l’art. 5 del dl n. 953 del 1982 come modificato dall’art. 3 del dl n. 2 del 1986 convertito dalla legge n. 60 del 1986 dispone che «l’azione dell’amministrazione Finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1 gennaio 1983 per effetto della iscrizione di veicoli o autoscafi nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento».

La scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione a ruolo produce solo l’effetto della irretrattabilità del credito contributivo ma non la conversione del termine di prescrizione breve (quinquennale) in quello ordinario (decennale). ( )

«Con la conseguenza che, qualora per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve dell’ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per l’opposizione, non consente di fare applicazione dell’art. 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo».

( ) Per le superiori ragioni l’appello è infondato e va rigettato. ( )

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nonostante la pandemia tante aziende hanno deciso o subìto il lancio di un’Opa che le porterà a ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Peugeot-Citroën ha annunciato di aver parzialmente rimarginato le ferite della prima parte dell’a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Meno macchine, meno motori termici, e un ritorno al futuro nei modelli. Ecco la ricetta del nuovo am...

Oggi sulla stampa