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Bollette, tariffa tutelata salata

Costa cara al consumatore la tariffa «tutelata» dallo stato nelle bollette di luce e gas. Sul mercato libero, infatti, la maggior parte delle offerte sono più convenienti. Per un risparmio che, per un consumatore domestico, può arrivare fin quasi 200 euro l’anno. Ma in pochi ne usufruiscono: da un lato, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, i consumatori domestici che passano dal servizio di tutela al libero mercato sono ancora una piccola percentuale, motivo per cui il grado di concorrenza, tra gli operatori, è ancora basso, con il primo che detiene quasi il 50% della quota di mercato. Dall’altro, la fine del servizio di tutela e la completa liberalizzazione dei servizi di energia elettrica e gas è sempre più lontana: il maxiemendamento al ddl concorrenza ha infatti prorogato lo «switch» al 1° luglio 2019. Motivo? Il consumatore deve essere accompagnato con gradualità verso il libero mercato perché non ha sufficienti strumenti per orientarsi in un vero e proprio dedalo di offerte e potrebbe incappare in «fregature». Cosa che non può accadere nel servizio di maggior tutela, dove l’Autorità fissa i prezzi e «sorveglia» i contenuti delle offerte. Già, però utilizzando il «trova offerte» dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (uno dei vari «comparatori» che mettono a confronto le tariffe proposte dagli operatori del settore), emerge quanto costa, al consumatore, essere «tutelato» dal «mercato selvaggio»: a parità di condizioni, per la bolletta dell’elettricità, si trovano 25 offerte più convenienti nel libero mercato rispetto al servizio di tutela. Per il gas naturale, invece, le offerte più basse sono 17 (in tabella abbiamo riassunto le prime 10 di ciascuna categoria). Nel mezzo, il servizio di tutela simile, ossia la possibilità, dal 1° gennaio 2017, di passare a una sorta di ibrido tra la tutela e il libero mercato, con sconti in bolletta. Ma vediamo come orientarsi.

Lo stato dell’arte. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Autorità, relativamente al biennio 2014/2015, sullo stato del livello di concorrenza all’interno dei settori elettrico e del gas, per negozi, piccole attività e imprese, il mercato libero sta prendendo quota. Il 45% dei clienti, nel 2015, si rifornisce infatti sul mercato libero, e il primo operatore detiene una quota di vendite di circa il 23%. Opposta la situazione per la clientela domestica, dove il servizio di maggior tutela rappresenta ancora la modalità di fornitura prevalente. Nel 2015, poco meno di un terzo delle famiglie si approvvigiona sul mercato libero, e i livelli di concentrazione, di conseguenza, restano elevati: il primo operatore, Enel, detiene infatti circa il 50% della quota di mercato. Il discorso non cambia per il settore gas, dove il 68% dei clienti domestici e condomini uso domestico utilizza ancora il servizio di tutela.

Come orientarsi. Come detto, basta consultare un qualsiasi comparatore di tariffe per scegliere l’operatore più conveniente in base alle proprie esigenze. Certo, non mancano gli ostacoli alla comprensione dei costi: basti pensare che ormai l’energia pesa meno del 50% sul totale della bolletta. «Il consumatore può essere tutelato con regole semplici, ma non è compito delle istituzioni fornire gli strumenti per comprendere le offerte», afferma Massimo Bello, presidente Aiget, l’Associazione dei fornitori di energia sul mercato libero, e founder di Wekiwi.it, il primo fornitore online di energia, «le istituzioni dovrebbero definire le regole e non sostituirsi agli operatori sul mercato, che hanno già la capacità di raggiungere in modo efficace il cliente attraverso strumenti di marketing. La soluzione non è posticipare l’apertura del mercato perché ci sono alcuni soggetti che stanno traendo vantaggio da questa situazione. Parlo dei fornitori tradizionali, che gestiscono una base di clienti molto ampia che possono far passare al libero mercato all’interno dello stesso gruppo societario». «Per orientarsi», prosegue il presidente Aiget, «il cliente può comparare le tariffe online o rivolgersi allo sportello del consumatore istituito dall’Autorità. Il consumatore può scegliere anche in funzione di una serie di servizi aggiuntivi, come coperture assicurative, prezzi fissi, prodotti di risparmio energetico abbinati all’offerta o la possibilità di rateizzare beni e servizi in fattura. Deve prestare attenzione, però, a tutto ciò che può aumentare i costi di fornitura e alle clausole poco chiare all’interno dei contratti, come eventuali penali in caso di scelta di un determinato canale di fatturazione o di metodo di pagamento. Attenzione poi a come vengono definiti i prezzi a partire dal secondo anno di copertura. In ogni caso, il miglior strumento che ha a disposizione il consumatore è la possibilità di cambiare fornitore senza penali di uscita in qualsiasi momento».

Gabriele Ventura

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