Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bollette, tagli agli oneri di sistema per limitare l’aumento di luce e gas

Bollette, il governo conferma l’intervento straordinario da 3 miliardi per limitare l’aumento record delle tariffe previsto a partire dal primo ottobre: +40% per l’elettricità, cui si aggiunge il +31% per il gas naturale. Il provvedimento verrà approvato nel Consiglio dei ministri della settimana prossima. «C’è da mitigare l’aumento del trimestre — ha dichiarato ieri il ministro della Transizione energetica Roberto Cingolani — e poi c’è da mettere in piedi un intervento più strutturale».Il che tradotto significa che il governo Draghi, pressato dai partiti, ha deciso che troverà i fondi per “sterilizzare” gli aumenti a cominciare dalla bolletta elettrica e venire in soccorso di famiglie e piccole imprese, ma non ha ancora deciso esattamente come farlo, perché su questo ci sono visioni diverse tra i vari ministri. La strada maestra è la revisione dei cosiddetti «oneri di sistema»: sono tutte le voci diverse dalla materia prima che serve a produrre l’energia, dalle spese di trasporto e dalle tasse.Si tratta di una serie di voci che rendono la lettura della bolletta complessa. Ricapitolando: il costo della materia prima pesa per il 59,2% della bolletta elettrica, il trasporto e la gestione del contatore per il 17,5%, le imposte per il 12,6% e la spesa degli “oneri di sistema” il 10,7%. Quest’ultima voce vale circa 11 miliardi all’anno, poco meno di 3 miliardi a trimestre, proprio la cifra che il ministro dell’Economia Daniele Franco deve trovare entro giovedì prossimo.Ma quali oneri di sistema tagliare e di cosa si tratta? La voce più importante, pari al’66% del totale, è rappresentata dagli incentivi alle rinnovabili, mentre subito dopo vengono le “agevolazioni alle imprese a forte consumo di energia” (14,9%). Seguono una serie di voci minori, le più importanti delle quali riguardano “la messa in sicurezza degli impianti nucleari” (6,94%), il “bonus elettrico” destinato alle famiglie meno abbienti (5,84%), il sostegno alla bolletta dei “servizi ferroviari” (2,53%).Ma cosa tagliare e come farlo? Due mesi fa il governo si era trovato in una situazione simile, sebbene i rincari fossero stati inferiori per i consumatori. Aveva dimezzato gli aumenti, utilizzando 700 milioni presi dalle aste per i diritti della CO 2e altri 500 milioni da altre poste del bilancio statale.Ma ora non può fare altrettanto perché i fondi delle aste sono già stati impegnati. Rimane la strada dello spostamento di una parte degli “oneri di sistema” sulla fiscalità generale, se non addirittura di una revisione dei fondi assegnati o in alternativa andare ancora una volta a pescare tra le “pieghe” del bilancio. Sempre ricordando che siamo di fronte a una situazione eccezionale, causata dai livelli senza precedenti raggiunti dai prezzi del gas naturale sui mercati internazionali, a causa dell’aumento della domanda dopo la fine dei vari lockdown. E il gas è la materia prima principale per la produzione di energia in Italia.Una decisione non facile e che non mancherà di sollecitare il dibattito sul tema. Per esempio, secondo Matteo Leonardi, co-fondatore di Ecco, think tank indipendente che si occupa di energia e cambiamento climatico, «la legge delega sulla fiscalità che il governo sta per presentare dovrebbe contenere la riforma promessa dal ministro Cingolani sulla revisione degli oneri di sistema, tra cui quelli a sostegno delle rinnovabili che dovrebbe esser spalmata sugli usi energetici di tutti i settori, quandi anche il gas, alleggerendo la bollette elettrica».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Dopo Google, anche Facebook firma un accordo che apre la strada alla remunerazione di una parte del...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Se lavori, niente assegno di invalidità. Lo dice l’Inps nel messaggio 3495 del 14 ottobre scorso...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ripensare, allungare, integrare Quota 102-104, eredi di Quota 100, per anticipare la pensione: tutt...

Oggi sulla stampa