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Bollette, perché rischiamo l’aumento da 1 miliardo

Gli italiani potrebbero subire in futuro un rincaro delle bollette elettriche nell’ordine del miliardo di euro. Sono i pasticci che accadono (sempre) quando la politica mette le mani sui meccanismi di mercato e sulle regolazioni delle autorità indipendenti. E chi paga (sempre) sono i soliti italiani. È accaduto con il canone Rai, con il quale è stata farcita la bolletta elettrica; potrebbe accadere con l’Alitalia, la cui crisi sta per pesare sulla fattura della luce. Ma il problema più rilevante potrebbe venire dalla voglia della politica di frenare per motivi di consenso i rincari del chilowattora indotti dagli andamenti di mercato.

L’autorità dell’energia Arera ha dovuto delineare un percorso per ricuperare le sforbiciate tariffarie che piacciono tanto ai politici alla ricerca di elettori.

Il 28 giugno 2018, un anno fa, quando stava per arrivare un rincaro colossale l’autorità dell’energia Arera aveva dovuto limare alcuni oneri che pesano sulla bolletta elettrica dei consumatori del segmento a maggior tutela, quello con le tariffe regolate. Le tariffe dei consumatori in maggior tutela sono il “benchmark” che orienta anche gli andamenti dei prezzi della corrente sul mercato libero. Andamenti che si riflettono sull’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori in tutela per il terzo trimestre 2018.

Il rincaro fu del +6,5% per la luce (invece del ben più pesante +12,5% dettato dal mercato) e del +8,2% per il gas. «L’aumento per l’elettricità sarebbe stato più consistente in assenza dell’importante intervento di scudo congiunturale attivato dall’Autorità tramite gli oneri di sistema», spiegò l’Arera. La sforbiciata sarebbe stata compensata «con giacenze-scudo di cassa», ribassando del -6% gli oneri.

Quindi fu bloccato l’aumento che doveva essere del 12,5%, riducendolo al 6,5%, impegnandosi a un ricupero a carico dei clienti in futuro.

Tre mesi dopo, con la delibera del 28 settembre il rincaro fu tagliato di nuovo, «rinviando di un ulteriore trimestre il rialzo necessario degli oneri», spiegò l’autorità. «Grazie alla conferma dello scudo deciso da Arera, non subiscono variazioni le componenti degli oneri generali. Ugualmente ferme tutte le componenti di trasporto e distribuzione». In altre parole in autunno era stato usato una seconda volta il meccanismo del rinvio, ma quei soldi evitati in settembre comunque dovranno essere ricuperati in futuro sulle bollette dei consumatori.Tutti i consumatori elettrici italiani avevano già maturato un aumento futuro delle bollette elettriche stimabile attorno al miliardo di euro.

L’aggiornamento più recente delle bollette è avvenuto a fine marzo, con l’avvicinarsi delle elezioni europee e con l’accendersi della sensibilità della politica al tema del consenso.

Le previsioni sull’andamento dei prezzi energetici per il secondo semestre dell’anno erano positive e facevano presagire una riduzione delle quotazioni energetiche tipica della primavera e dell’estate. L’ideale sarebbe stato ricuperare questi arretrati senza far ribassare le bollette: tenendo ferme le tariffe di fronte a una riduzione dei costi, i consumatori avrebbero risarcito l’arretrato senza accorgersene. Ma non è stato fatto, e noi consumatori in aprile e maggio abbiamo goduto ribassi forti del -9% sul metano e del -7% sull’elettricità.

Il risarcimento arriverà in futuro, e l’autorità dell’energia dovrà definire l’importo complessivo di rincari ora maturato dalle famiglie e dalle imprese.

Jacopo Giliberto

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