Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bollette pazze, ora si concilia

Cambiano le regole per gestire i contenziosi fra le società elettriche-gas e i consumatori. La disciplina, che va ad attuare la direttiva 2013/11/Ue del Parlamento europeo, prevede infatti che dal 1° gennaio 2017, prima di procedere con l’azione giudiziaria contro le società, si debba passare obbligatoriamente attraverso un tentativo di conciliazione, per cercare di risolvere la controversia, entro un tempo massimo di 90 giorni.

Enel, Edison, Eni e Acea sono pronte per avviare la procedura di Adr (Alternative dispute resolution) tramite organismi che vedono la partecipazione delle associazioni dei consumatori. Si dovrà dunque percorrere, se per esempio si riceve una bolletta troppo salata che si ritiene di non dover pagare, una strada obbligata: passare per l’organismo di conciliazione e, solo dopo, in caso la soluzione proposta non soddisfi il consumatore, adire il giudice e risolvere così la questione con la società di turno. Per quanto riguarda la composizione di questi organismi di Adr, essi nascono per essere soggetti terzi e imparziali. Sono istituiti all’interno della società a «tempo indeterminato» e fanno perno su una commissione, organo incaricato della risoluzione delle controversie, composta da un rappresentante della società e da un rappresentante delle associazioni dei consumatori. I due soggetti, chiamati conciliatori, sono pagati rispettivamente dalla società e dall’associazione coinvolta. La società paga anche le spese di funzionamento dell’organismo, che opera in modo esclusivamente telematico. Si legge ad esempio nello statuto dell’organismo di negoziazione paritetica di Enel che «ogni onere circa la costituzione, allocazione e funzionamento del comitato, è a carico di Enel Italia srl, che a tal fine costituirà un fondo affinché l’organismo (Adr) abbia a sua disposizione risorse sufficienti per lo svolgimento dei suoi compiti». E continua «resta inteso in particolare che il compenso dovuto per l’attività svolta dai conciliatori è a carico del professionista e delle associazioni dei consumatori». La procedura, come si legge sugli statuti delle società coinvolte e sui vari siti internet delle associazioni dei consumatori, dovrebbe essere gratuita. Dovrebbe, perché in realtà il cliente che decide di avvalersi della conciliazione dovrà essere assistito da una associazione di consumatori che non lavora gratis. La quota associativa per i nuovi soci va, infatti, dai cinque ai dieci euro, ai quali vanno aggiunti una somma massima pari a 60 euro, per i servizi di consulenza che le associazioni offrono ai loro associati (quali per esempio la compilazione del modulo online per inoltrare la domanda di conciliazione). Va anche detto che le associazioni di consumatori ricevono dall’Autorità per l’energia il gas e il sistema idrico (in base al bando Pcs/15 della Cassa per i servizi energetici e ambientali, articolo 5), 60 euro per ogni pratica di conciliazione che concludono positivamente (a favore del cliente) se la procedura si chiude entro i termini (90 giorni); 30 euro, invece, se si conclude oltre i termini regolamentati. Somma giustificata «dalla copertura dei costi di gestione che le associazioni dei consumatori devono sostenere per assistere il cliente». Una strada alternativa a questa procedura (in questo caso totalmente gratuita) comunque esiste: è il servizio di conciliazione dell’Autorità gestito da Acquirente unico (obbligo reso esplicito dal testo integrato della regolazione della qualità dei servizi di distribuzione e misura dell’energia elettrica, allegato B articolo 3). Il servizio (http://www.acquirenteunico.it/canale/consumatori/dettaglio-servizio-conciliazione-clienti-energia) facilita la composizione delle controversie tra clienti finali e operatori (venditori o distributori) di energia elettrica e gas, facendoli incontrare online e fornendo un conciliatore esperto che li aiuta ad individuare una soluzione di comune accordo. Anche senza assistenza da parte di associazioni di consumatori.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Quota 100 non è solo la misura pensionistica del governo Conte 1. È anche il numero di miliardi ch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dieci giorni per tener fede agli accordi del 14 luglio. Se entro il 10 ottobre non si chiuderà la p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Bce potrebbe far cadere il suo tabù più grande: consentire all’inflazione di salire temporane...

Oggi sulla stampa