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Bollette meno care e sconti a chi va in Borsa

«Mettere la ripresa su un sentiero solido e duraturo». Per centrare l’obiettivo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, confida nelle misure contenute nel decreto Competitività. Ieri il titolare di via XX Settembre, insieme con il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha illustrato i contenuti del provvedimento che, secondo Padoan, «darà una spinta all’economia, alcune misure daranno un impatto immediato ma anche strutturale: ci sarà un’accelerazione delle crescita nei prossimi trimestri e l’innalzamento del livello di crescita potenziale». Il pacchetto, varato dal consiglio dei Ministri, prevede incentivi per la riduzione delle bollette elettriche alle imprese, una misura che vale in prima battuta 800 milioni di euro. A regime il valore totale dello «sconto» destinato alle piccole e medie imprese sarà di 1,5 miliardi di euro. 
In dettaglio, il decreto legge contiene provvedimenti come gli interventi di efficientamento nelle isole minori, la rimodulazione degli anacronistici sconti per la rete ferroviaria, la semplificazione amministrativa per i piccoli produttori di rinnovabili, la contestata rimodulazione degli incentivi per il fotovoltaico sopra i 200 Kw e il trasferimento dei costi di funzionamento del Gse (Gestore servizi energetici) a carico di chi ne utilizza i servizi. Sul fronte dei risparmi gli interventi, per assicurare una riduzione del costo per l’energia, prevedono una sforbiciata agli incentivi e ai trasferimenti ai produttori di energia e la riduzione delle agevolazioni per alcune specifiche categorie di utilizzatori. Alla fine, come detto, il conto dovrà totalizzare 1,5 miliardi di sconti in bolletta per circa 110 mila imprese collegate in media tensione e per altre 600 mila collegate in bassa tensione con potenza impegnata maggiore di 16,5 Kw. Non basta.
«Serve uno choc positivo sugli investimenti e sulle agevolazioni fiscali per la crescita degli investimenti nel settore privato», ha specificato Guidi. In sintesi il pacchetto «Finanza per la crescita» a favore delle imprese poggia su tre gambe: sostegno agli investimenti, incentivi e capitalizzazione, semplificazione e ampliamento dell’accesso al finanziamento sia creditizio sia alternativo.
Tra le novità la liberalizzazione del credito, con la possibilità da parte delle compagnie assicurative e delle società di cartolarizzazione di concedere credito direttamente alle aziende. Un nuovo regolamento liberalizza inoltre il credito diretto da parte dei fondi. Da segnalare pure gli incentivi alle quotazioni in Borsa, con misure che prevedono, per esempio, le emissioni di azioni a voto plurimo, una diversa soglia minima per l’Opa (offerta pubblica di acquisto) delle Pmi compresa tra il 20% e il 40%, la riduzione del capitale sociale minimo da 120 a 50 mila euro per le spa e un diverso tetto degli obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti. Nell’elenco degli interventi è previsto anche un credito di imposta al 15% per gli investimenti incrementali effettuati nei primi 12 mesi rispetto alla media dei cinque anni precedenti.
La misura vale per tutte le imprese che investiranno almeno 10 mila euro in macchinari e beni strumentali. In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento, ieri la Camera ha approvato con voto definitivo il decreto Irpef, che è dunque legge.

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