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Bollette, la beffa dei nuovi bonifici in banca

Bollette inevase o — peggio — pagate due o tre volte. Oppure: una commissione di un euro a carico del correntista (ignaro) per ogni bonifico effettuato. Ancora: contratti modificati unilateralmente da alcune banche a fine dicembre in cui si annunciava al cliente la necessità di cambiare le condizioni a causa dell’entrata in vigore del nuovo sistema di pagamento europeo Sepa. 
Ecco i rilievi di alcune associazioni di consumatori, tra cui Altroconsumo e l’Unc (Unione nazionale consumatori) che ha inviato qualche giorno fa un esposto all’autorità Antitrust, nei confronti di quello che l’Abi (l’Associazione bancaria italiana) definisce «un passaggio epocale, per complessità più difficile persino della transizione tra lira ed euro». Stiamo parlando del pensionamento del vecchio sistema Rid — il servizio con cui i correntisti autorizzavano la propria banca ad accettare gli ordini di addebito provenienti da un creditore (è il caso della domiciliazione bancaria delle bollette domestiche o telefoniche) — per uno standard europeo di pagamenti chiamato Sepa (Single euro payments area) fortemente voluto da Bruxelles per armonizzare gli standard tecnologici di bonifici e addebiti nei 28 Paesi Ue più Svizzera, Norvegia, San Marino, principato di Monaco, Islanda e Liechtenstein.
Le intenzioni comunitarie sono lodevoli e sono diventate realtà dal 1 febbraio 2014 (anche se la Commissione europea ha previsto un tempo finestra di sei mesi): un’unica area di pagamento in cui per effettuare un bonifico è necessario soltanto avere l’Iban del destinatario e non anche il Bic (Business Identifier Code) per tutti i pagamenti transfrontalieri. Fin qui il piano ideale. La realtà però sembra essere un’altra. Dice Massimiliano Dona, segretario dell’Unc, di aver ricevuto ripetute segnalazioni da parte di consumatori adirati per bonifici ripetuti o bollette non pagate, con tanto di spiacevoli inconvenienti con le aziende creditrici, principalmente i gestori telefonici ed energetici. Il quadro si complica se si considera come l’utente medio non controlli frequentemente il proprio conto e il rischio è che una buona parte dei correntisti abbia potuto non accorgersi di eventuali difformità nelle operazioni di addebito bancario di abbonamenti o utenze domestiche.
L’Abi — pur riscontrando qualche criticità — segnala che anche eventuali doppie fatturazioni sono state prontamente rimborsate dagli istituti di credito e invita a spostare l’attenzione sulle aziende creditrici, perché con il sistema di addebito europeo sono proprio loro a dover agire e le banche sono semplicemente intermediari. Della questione è stata investita anche la Banca d’Italia che parla di «qualche difficoltà di natura tecnica nello scambio flussi di addebito, servizio caratterizzato da una netta differenza fra il formato domestico e quello Sepa».

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