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Bollette troppo aggressive. Maximulta ai big dell’energia

Una mega multa da 14 milioni e mezzo dall’Antitrust, l’autorità garante della Concorrenza, a Acea, Enel Energia, Enel Servizio Elettrico, Eni e Edison. A causare la pesante sanzione, al termine di una lunga indagine iniziata a luglio dello scorso anno, una serie di questioni: tra queste «la gestione inadeguata dei reclami per la fatturazione di consumi presunti, la mancata informazione in merito alla possibilità di rateizzazione dei conguagli, l’assente o la ritardata restituzione degli importi e gli interessi di mora per tardivo pagamento non dovuti».

Tra le società multate, per diversi importi «in considerazione delle specificità di ciascuna condotta e della dimensione dei fenomeni riscontrati», Acea ed Eni dovranno pagare 3,6 milioni, Enel Energia 2,9, Enel Servizio elettrico 2,6 ed Edison 1,7. L’Antitrust, guidata da Giovanni Pitruzzella, ha anche fatto uno sconto perché «gli operatori hanno proposto modifiche alle procedure utilizzate per gestire istanze e reclami da parte dei consumatori e per migliorare la fatturazione». Quindi «le sanzioni sono state ridotte in misura proporzionale al grado di rilevanza ed effettiva implementazione delle innovazioni». Come dire: l’impegno delle società a rivedere, almeno in parte, la propria gestione delle bollette nei confronti della clientela. Un passaggio decisivo in vista della fine della cosiddetta maggior tutela.

Energia ed Enel Servizio Elettrico «contestano le conclusioni cui è giunta l’Autorità Antitrust, ritenendo la propria condotta in materia di fatturazione e procedure di riscossione dei crediti pienamente aderente ai più elevati canoni della diligenza professionale e del tutto rispondente alla normativa di settore» e «si riservano di tutelare le proprie ragioni nelle sedi più opportune». In una nota il gruppo elettrico scrive che «le pratiche contestate fanno riferimento ad una casistica estremamente contenuta, se comparata con il numero dei clienti serviti dalle società, circa 30 milioni, e con il numero delle fatture emesse nel periodo di riferimento, circa 250 milioni».

Francesco Di Frischia

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