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Bollette, 3 miliardi per limitare i rincari Torna l’indennità di quarantena Covid

Il governo è pronto a varare nella riunione di oggi la manovra per sterilizzare il rincaro delle bollette della luce e del gas con 3 miliardi. All’esame dell’esecutivo anche una nuova dilazione dell’invio delle cartelle fiscali. Arrivano anche 900 milioni per finanziare le indennità di quarantena per chi è entrato in contatto con malati Covid. Slitta a martedì 28 la presentazione della nota di aggiornamento al Def con le nuove cifre del Pil e del deficit.«Nel Consiglio dei ministri ci saranno i fondi per calmierare le bollette », ha annunciato ieri il titolare degli Esteri Luigi Di Maio. Anche Antonio Misiani del Pd ricorda che «è necessario un intervento molto robusto da parte del governo». Conferme dell’intervento da parte Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali che ha chiesto di evitare «ulteriori aggravi sui bilanci delle famiglie ».L’accelerazione, dopo le incertezze dei giorni scorsi, è arrivata anche per consentire di raggiungere una decisione in tempo utile per definire le nuove tariffe già dal prossimo trimestre ottobre-dicembre.La cifra stanziata dovrebbe essere di circa 3 miliardi, necessari ad evitare una stangata per i cittadini (senza intervento ci sarebbero aumenti del 40 per cento della luce e del 30 per cento del gas). L’intervento sarà strutturato in modo analogo a quello di fine giugno che aveva previsto un finanziamento di 1,2 miliardi. Le risorse arriveranno dai soldi recuperati nelle pieghe del bilancio e dalle aste di CO 2 e serviranno per tagliare gli oneri di sistema. Sarà ampliato anche il bonus sociale per aiutare i nuclei familiari meno abbienti. Nella legge di Bilancio invece verrà inserita la riforma della bolletta con un passaggio della copertura degli oneri di sistema sulla fiscalità generale.Pronti anche 900 milioni per finanziare per il 2021 le indennità di malattia dovute alle assenze per chi sta in “quarantena” perché entrato in contatto con un caso positivo al coronavirus (oggi è tra i 7 e i 14 giorni). L’indennità introdotta con il decreto Cura Italia lo scorso anno (e finanziata con 600 milioni) è destinata ai lavoratori privati (nel pubblico si va in malattia senza ostacoli) e naturalmente non riguarda chi può rimanere in smart working. «Contiamo che tutti i settori siano trattati allo stesso modo», commenta Antonello Orlando, esperto della Fondazione studi consulenti del lavoro.Intervento anche sulle cartelle esattoriali, chiesto a viva voce da settimane dalla Lega. Le cartelle ferme, secondo fonti dell’Agenzia delle Entrate, sono circa 20-25 milioni e per 4 milioni di contribuenti sono pronte a ripartire le notifiche da qui alla fine dell’anno in modo da essere spalmate nei quattro mesi che vanno da settembre a dicembre. Percorso troppo corto: l’ipotesi da cui si parte è di scaglionare le cartelle congelate nell’arco di uno o due anni.Slitta invece a martedì della prossima settima la presentazione della Nadef, la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Le cifre vengono confermate: dopo la previsione dell’Outlook dell’Ocse che ha portato il Pil dell’Italia al 5,9 per cento la possibilità di centrare il 6 per cento è a portata di mano, anche perché l’Italia è tra i pochissimi Paesi che accelerano in un quadro di leggero rallentamento della ripresa mondiale.Resta aperta la questione del fisco: la delega dovrà arrivare nei prossimi giorni, ma come è noto la delega non ha risorse e prevede una serie di provvedimenti attuativi, inoltre apre la strada a contestazioni sulla questione del catasto che ha visto anche ieri Lega e Forza Italia decisamente contrarie.Per questo il taglio delle tasse entrerà in legge di Bilancio con un anticipo della riduzione del terzo scaglione Irpef e una limatura dell’Irap facendo conto su parte della maggiori entrate dovute alla crescita, che ammontano a 10-12 miliardi.

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