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Bollette a 28 giorni, rimborso incerto

Delusione di Natale per circa 10 milioni di utenti di telefonia fissa. Il Consiglio di Stato, con una ordinanza resa nota ieri, ha sospeso i rimborsi che dovevano arrivare entro il 31 dicembre, per la vicenda delle tariffe a 28 giorni. Il giudice si riserva di decidere definitivamente entro il 31 marzo, ma intanto una cosa è certa: niente rimborsi sotto l’albero per gli utenti. E di contro un Natale più sereno per gli operatori telefonici, che si sono rivolti al Consiglio di Stato appunto per parare questa evenienza ( Tim, Wind 3, Vodafone, Fastweb). I rimborsi – di varia natura – sono una misura compensativa, decisa da AgCom (l’Autorità garante delle Comunicazioni) per tutti quei giorni di servizio che sono stati sottratti agli utenti dalla differenza tra una tariffazione ogni 28 giorni e una normale ( per mese solare). Per esempio, in un mese con 31 giorni, l’utente ne ha persi tre ( a parità di canone pagato). E ha dovuto pagare 13 canoni in un anno (invece di dodici), nel 2017.
Per la precisione, sarebbe soggetto a rimborsi il periodo che va dal 23 giugno 2017 al 4 aprile 2018. Il primo termine è quello dopo il quale ( secondo AgCom) quelle tariffe sono diventate illegittime sulla telefonia fissa; il secondo è quello dal quale tutti gli operatori sono tornati a tariffa mensile ( obbligati dalla scorsa legge di Bilancio). A seconda di quando l’utente ha fatto il contratto, si può arrivare fino a 22 giorni sottratti, per una platea di circa 10 milioni di utenti coinvolti ( secondo stime Altroconsumo, si arriva a 15 milioni). Ecco allora che Ag-Com aveva ordinato agli operatori di restituire quei giorni in bolletta, anche regalandoli (con lo spostamento in avanti del giorno dell’addebito). In alternativa, ha permesso loro di offrire misure alternative agli utenti, come servizi in omaggio. Con la clausola che, se gli utenti non li accettavano, avrebbero comunque avuto diritto ai giorni gratis di traffico. Al momento l’ha fatto solo Fastweb, regalando un servizio cloud per foto, musica e video del cellulare. Tutti i principali operatori si sono però opposti a quest’ordine dell’AgCom: prima andando al Tar del Lazio che ha dato loro torto; e ora al Consiglio di Stato, che ha sparigliato le carte.
Il giudice ha deciso di sospendere i rimborsi aspettando di leggere – entro il 31 marzo – le motivazioni (ancora non pubblicate) della sentenza del Tar del Lazio. Furenti le associazioni dei consumatori: « Brutto regalo di Natale » , scrive Codacons; «per noi la battaglia va avanti», dice Ivo Tarantino, di Altroconsumo; pessimista Mauro Vergari, di Adiconsum: « La vicenda rasenta la farsa. Dubito che gli utenti vedranno mai i rimborsi » . Si vedrà: è possibile anche che altri operatori propongano misure alternative, già nelle prossime settimane. Per prudenza: così ridurrebbero il numero degli utenti a cui eventualmente dover regalare, in tutta fretta, giorni in bolletta ad aprile. E non è comunque finita: AgCom ora aspetta le motivazioni della sentenza del Tar per decidere come rimborsare gli utenti che hanno lasciato il proprio operatore prima di aprile. A loro – che certo non possono più ricevere giorni o servizi in omaggio dall’ormai ex operatore – forse dovrà andare una compensazione economica, che secondo Altroconsumo può essere tra i 20 e i 60 euro.

Alessandro Longo

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