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Bollette a 28 giorni, alt ai rincari «No agli aumenti dell’8,6%»

Stop agli aumenti delle bollette telefoniche. In via «cautelare» ma con «ragioni di estrema gravità e urgenza», l’Antitrust ha bloccato tutti i rialzi tariffari annunciati da Telecom, Vodafone, Wind Tre e Fastweb dopo lo stop alla fatturazione a 28 giorni e l’obbligo al ritorno a quella mensile. Gli aumenti sarebbero partiti dal 24 marzo in poi, ma in quell’8,6% in più che ogni consumatore si sarebbe trovato a pagare, il Garante della concorrenza ha ipotizzato un’intesa tra le compagnie.

Perciò il 7 febbraio aveva avviato un’istruttoria sui comportamenti dei 4 operatori, ritenuti troppo simili dopo il divieto delle bollette a 28 giorni e con un risultato identico: un repricing spalmato su 12 mesi anziché 13 e un aumento uguale per tutti dell’8,6%. Ieri la richiesta di stop ai rialzi affinché ogni compagnia «definisca la propria offerta in modo autonomo». Gli ispettori dell’Antitrust hanno raccolto prove di contatti «quasi giornalieri» tra i 4 operatori che, attraverso l’associazione di categoria Asstel, si sarebbero accordati per «mantenere fermo l’aumento dell’8,6%», a danno delle «dinamiche competitive sui mercati rilevanti». Le 4 compagnie hanno 7 giorni per provare il contrario. Fastweb fa già sapere «di aver agito sempre correttamente e di aver costantemente perseguito politiche commerciali indipendenti dai concorrenti». L’istruttoria va avanti. Ogni operatore rischia sanzioni fino al 10% del fatturato.

Sul fronte «telefonico» ieri ci sono state altre novità importanti. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha parlato dell’incursione di Elliott nel capitale di Tim (con il 5,7% dichiarato a Consob), dandogli atto di aver presentato un piano per la cessione della rete «coincidente con quello che noi vogliamo fare per l’interesse pubblico. Mi pare che anche Tim si fosse orientata in questo senso». Ieri il Consiglio dei ministri ha reso noto che non eserciterà i poteri della golden power su Elliot, che dovrà però notificare ogni modifica della situazione.

Oggi intanto si riunirà il board di Tim. Il vicepresidente Giuseppe Recchi rimetterà le deleghe su Security e Sparkle che passeranno a Franco Bernabè. Anche il presidente Arnaud De Puyfontaine potrebbe rimettere le deleghe, sebbene temporaneamente. Ieri è circolata la voce di possibili dimissioni tout-cort del manager francese e della nomina di Bernabé a presidente di Tim. Voci che la società non ha commentato.

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