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Boeri: “Taglio del 50% per i vitalizi superiori a 80mila euro annui”

ROMA. Non si chiude ancora il capitolo esodati e si riapre quello dei vitalizi dei parlamentari. La legge di Stabilità all’esame del Parlamento prevede la settima salvaguardia per circa 31-32 mila persone che hanno perso il lavoro senza aver maturato i requisiti per andare in pensione, ma probabilmente non sarà l’ultimo provvedimento su questa materia. Infattisecondo alcune stime resterebbero escluse almeno 20 mila persone.Il problema degli esodati ha così detto ieri il presidente dell’Inps, Tito Boeri, intervistato da Lucia Annunziata nel programma televisivo
In mezz’ora non penso che sia stato del tutto risolto perchè il tema è stato affrontato in modo tale per cui rischiamo di avere uno strascico. Già ci sono forti pressioni per un’ottava salvaguardia. Ed effettivamente, nonostante le recentissime rassicurazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti (per noi questa è l’ultima salvaguardia, ormai siamo a una copertura molto vicina la 100 per cento degli esodati), il problema degli esodati, senza una soluzione strutturale e dunque definitiva, è come se si riproducesse a causa degli interminabili effetti collaterali della riforma pensionistica del 2011 del governo Monti che ha bruscamente innalzato l’età per la pensione (oggi a 66 anni e tre mesi per gli uomini e per le dipendenti pubbliche, a 63 anni e nove per le dipendenti private, e a 64 anni e nove mesi per le autonome). L’insieme delle salvaguardie, compresa quella prevista nell’ultima legge di Stabilità, è costato oltre 13 miliardi di euro. In tutto gli esodati sarebbero intorno ai 170 mila. Per loro valgono le regole pensionistiche pre-Fornero.
Il governo aveva annunciato una misura, collegata alla legge di Stabilità, per inserire meccanismi di flessibilità per l’accesso alla pensione, peraltro in linea con la filosofia di un sistema previdenziale fondato sui contributi versati. Poi quando ha capito che, nel breve tempo, ci sarebbero stati costi piuttosto elevati ha rinviato. Il ministro Poletti ha detto che la riforma arriverà nel 2016. Ma la questione – come dimostra proprio l’ultimo dietrofront – non è di facile soluzione. Anche perchè nell’immediato una misura di questo genere comporterebbe una crescita del disavanzo pubblico che verrebbe recuperata nel tempo applicando una penalizzazione all’assegno pensionistico ricevuto prima dei 66/67 anni. In sostanza l’iniziale esborso verrebbe compensato progressivamente dal pagamento di una pensione più bassa. Ed è questo un circuito che chiama in causa inevitabilmente anche la Commissione di Bruxelles per il rispetto dei parametri sul deficit. E dunque quando il governo deciderà di intervenire sulla flessibilità pensionistica dovrà giocare su più tavoli.
Boeri è sempre stato tra i sostenitori di un’ultima riforma per chiudere definitivamente anche il capitolo esodati. Ieri lo ha ribadito. E ha ribadito l’idea di un prelievo non a carico delle pensioni alte tout court ma a carico di quelle troppo alte in rapporto ai contributi versati grazie a regole pensionistiche effettivamente privilegiate. Una platea  secondo il presidente dell’ Inps di circa 200 mila pensionati. Tra questi i parlamentari. Ai quali  ha dett oBoeri l’Inps propone di ridurre i vitalizi fino al 50 per cento per quelli di importo superiore agli 80-85 mila euro lordi annui.
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