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BoE farà cadere l’ultimo tabù: tassi negativi per il Covid

L’Inghilterra si prepara a inaugurare l’era, mai vista prima, dei tassi di interesse negativi. Mentre il resto d’Europa già da anni consce l’anomalia dei rendimenti sotto zero (che in realtà sono perdite), la Gran Bretagna è l’ultimo, dei grandi paesi del Vecchio Continente, dove il denaro prestato ancora rende (seppur pochissimo): il tasso ufficiale bancario è dello 0,1%. Ma ora quel lillipuziano “più” della Banca d’Inghilterra diventerà “zero” se non addirittura un “meno”. Più del crack Lehman Brothers nel 2008, più della crisi dell’Euro nel 2011, più della perdurante deflazione (almeno in Europa continentale), tutti elementi che hanno portato da quasi un decennio il denaro a non rendere più nulla, potè la pandemia. L’impatto economico devastante del Covid, costringerà anche la Gran Bretagna ad allinearsi.

La mossa della Bank of England è nell’aria da tempo: lo scorso agosto, il dossier “Tassi Negativi” era sul tavolo della banca centrale di Sua Maestà, appoggiata dal “falco” Silvana Tenreyro, membro esterno della Boe ed economista della LSE, ma fu poi abbandonata grazie alla colomba Dave Ramsden. Ora invece la decisione sembra inevitabile: la conferma, indiretta, è arrivata da una lettera riservata spedita ai vertici delle banche inglesi. Il vice governatore Sam Woods ha chiesto agli istituti il loro grado di preparazione per uno scenario di tassi bancari a zero; o addirittura negativi; e i passi necessari per implementare un sistema di remunerazione del denaro usando le riserve degli istituti. Un chiaro avviso per prepararsi al mondo alla rovescia. Si pagherà per prestare denaro, nella speranza che questo invogli aziende e famiglie a chiedere finanziamenti con cui alimentare l’economia; il rovescio della medaglia è che comprando un’obbligazione, o semplicemente tenendo i risparmi su un conto, alla fine dell’anno si avrà indietro meno del capitale iniziale. La banca centrale inglese, che nei quasi quaranta anni dentro la Ue ha sempre mantenuto la propria sovranità monetaria, sta lavorando dietro le quinte e prepara le fondazioni per una mossa rivoluzionaria. «La cosa preoccupa tutto il mercato» commenta Neil Wilson, capo economista di markets.com «recenti studi hanno dimostrato come la scelta della Bce sui tassi negativi si sia rivelata col tempo una mossa sbagliata». Nonostante il rendimento microscopico, i titoli di Stato inglesi offrono oggi comunque un interesse, in ogni caso più alto di quelli di altri paese europei. Il Gilt è un titolo concorrenziale e appetibile sul mercato perché rende di più di un BTp. Il maggiore appeal dei titoli sovrani Uk è un asso nella manica del Governo inglese, che quest’anno sta emettendo debito record per finanziare la pesantissima crisi economica. Un rendimento negativo renderebbe più difficile collocare nuovo debito sul mercato. Per questo il nuovo governatore Andrew Bailey è descritto come una delle colombe, molto scettico sui tassi negativi. Ma allo stesso tempo la banca teme un’ondata di disoccupazione a Natale, per effetto del nuovo lockdown annunciato ieri da Boris Johnson e per la fine degli aiuti ai lavoratori: abbassare il costo del denaro è unica arma per rimettere in moto l’economia.

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