Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bocciatura Eurostat: pesa il decollo lento del mercato degli Npl

La nota di martedì con cui l’Eurostat ha rifatto i calcoli del «salva-banche» non impegna l’Italia (e la sua politica) solo con le ricadute su deficit e debito. Il punto nodale è rappresentato dai criteri utilizzati dall’Istituto europeo per misurare le possibilità di recupero di valore dagli Npl e dagli «Utp», cioè i crediti «Unlikely to Pay» che si trovano appena uno scalino sopra agli incagli nella gerarchia delle difficoltà di rientro. Criteri, spiega la nota, influenzati dal carattere ancora «disfunzionale» che ha il mercato degli Npl in Italia, mentre anche sugli Utp le esperienze precedenti impongono un grado di cautela maggiore quando si guarda alle possibilità di recupero.
Su queste basi, le stime utilizzate dalle autorità italiane appaiono agli occhi lussemburghesi «non abbastanza prudenti», oltre a essere viziate dal fatto di non arrivare da un’analisi «indipendente». La «maggiore cautela» è chiesta al governo, certo, ma l’analisi ha ricadute anche sulle valutazioni di bilancio delle banche.
Dal punto di vista dei conti pubblici (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) il problema cruciale nasce dal fatto che le bad bank in cui sono stati concentrati i crediti più deteriorati delle due banche venete, e le garanzie che le accompagnano, sono integralmente a carico del bilancio pubblico. E di conseguenza anche il passivo potenziale rientra nel perimetro del consolidato della Pubblica amministrazione, a prescindere dalla veste giuridica del soggetto liquidatori. Veste giuridica, rileva l’istituto europeo, su cui l’Istat ha deciso di non decidere, proponendo nel quesito tre diverse ipotesi senza indicare una «classificazione settoriale finale». Proprio dalla risposta europea a questa domanda, del resto, è arrivata la spinta a deficit e debito.
Dalle considerazioni sui limiti del mercato nazionale dei crediti più o meno problematici nascono le due percentuali chiave indicate da Eurostat per pronosticare le possibilità di rientro nel tempo: 27,4% del valore economico reale (Rev) per i crediti deteriorati, e 43% per gli unlikely to pay.
Le due valutazioni, spiegano dal Lussemburgo, nascono dal fatto che entrambi i mercati per ora zoppicano, e quindi non lasciano troppo spazio a speranze più alate. Resta però il fatto che, siccome Eurostat ha chiesto di caricare sul debito l’intero valore potenziale delle garanzie, tutti gli eventuali recuperi effettivi andranno a scontare la mole del debito.
In fatto di sofferenze vere e proprie, in realtà, le operazioni straordinarie degli ultimi mesi stanno avviando una macchina che ha però bisogno di tempi più lunghi per entrare a regime. Da questo punto di vista, un ruolo cruciale è affidato alle Gacs, le garanzie pubbliche sulle tranche senior delle cartolarizzazioni che dopo un debutto freddo stanno incontrando un tasso di adesioni crescente. Carige ha in cantiere una cartolarizzazione da 940 milioni, Popolare di Bari, istituto autore l’anno scorso del debutto delle Gacs in Italia, è al secondo giro con un’operazione da poco più di 300 milioni e altri istituti sono in lista.
Per questa ragione, sul mercato si guarda con attenzione crescente al prossimo 6 settembre, data di scadenza dell’ultima proroga assegnata allo strumento. Ed è qui che il tema si fa politico. L’attesa degli operatori è doppia, e punta su una nuova finestra per l’attivazione delle garanzie e su una loro possibile estensione dagli Npl ai crediti unlikely to pay. Ma entrambi gli ampliamenti, di calendario e di raggio d’azione, devono essere discussi con Bruxelles, per cui l’esito della partita dipenderà da due variabili: la voglia del futuro governo di incamminarsi ancora sul terreno delle regole per le banche, terreno accidentato sia secondo la Lega sia secondo il Movimento 5 Stelle, e la forza della sua voce a Bruxelles.

Gianni Trovati

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fininvest esce da Mediobanca dopo 13 anni, e con l’aiuto di Unicredit vende il suo 2% ai blocchi: ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una nuova tassa sulle multinazionali, quelle digitali e anche quelle tradizionali. Pagamento delle i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La prossima settimana il Consiglio dei ministri varerà due decreti. In uno ci saranno la governance...

Oggi sulla stampa