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Boccia-Vacchi, decisive Eni e Poste

«Too close to call». Usa il gergo dello sport un dirigente di Confindustria (sostenitore di Boccia) per definire la situazione alla vigilia del voto per la presidenza. Vincenzo Boccia e Alberto Vacchi sono troppo vicini per determinare chi sarà il vincitore. La cautela è d’obbligo anche perché quando si parla di Confindustria i voti sono mobili fino all’ultimo: Squinzi uscì vincitore per 11 voti quando gli era accreditato un distacco di 50.

Facendo un po’ i conti dei voti ufficialmente e ufficiosamente espressi, Boccia risulta avanti di una manciata di preferenze. Il numero sta sulle dita di una mano. Ma in alcuni territori che si sono dichiarati per Boccia – il Piemonte e la Liguria in particolare –il voto per il candidato salernitano potrebbe avere qualche falla.

Visto il testa a testa, chi farà la differenza? Le aziende a partecipazione pubblica avranno un ruolo importante. A loro fanno capo una dozzina di voti in consiglio generale. L’Eni è rappresentata da Emma Marcegaglia (che ha sostenuto Boccia dalla prima ora) e dall’ad Claudio Descalzi. Con loro per Snam anche Carlo Malacarne. Per Poste ci saranno sia Francesco Caio che Luisa Todini. E poi Mauro Moretti per Finmeccanica, Gioia Ghezzi presidente di Fs, Francesco Starace per Enel. Poi ci sono una serie di federazioni di settore che in consiglio hanno un voto ciascuna, da Sistema Moda a Federbeton: i loro voti assieme diventano una decina e possono fare la differenza. Tra le altre anche la Confindustria Digitale rappresentata da Elio Catania ha deciso di non prendere posizione. Infine il ruolo del mondo delle costruzioni. Ieri i rappresentanti di Ance hanno discusso tutto il giorno ma hanno tenuto riservata la loro preferenza. Ance ha due voti ma del consiglio generale fanno parte anche Paolo Astaldi e Vittorio Di Paola (presidente onorario della stessa Astaldi). E Pietro Salini a capo di Salini Impregilo (che non fa parte di Ance ma solo di Confindustria Lombardia).

La tensione del testa a testa ieri ha fatto sì che qualcuno venisse tirato per la giacchetta. E’ il caso del presidente di Federmeccanica Fabio Storchi che ha dovuto rettificare un’agenzia di stampa che lo dava sostenitore di Boccia (l’industria meccanica supporta Vacchi).

Oggi l’elezione si terrà con regole nuove, volute dalla presidenza. I consiglieri non voteranno dalla loro postazione ma saranno chiamati in ordine alfabetico, con due «chiame», proprio come avviene per le elezioni del presidente della Repubblica. Lo spoglio sarà immediato. Alla votazione sarà presente anche Vacchi, che pure non fa parte del consiglio .

Rita Querzé

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