Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Boccia: serve unità per il Paese, il 70% delle imprese chiuderà

Roma – «Cerchiamo di essere compatti sui fini. Se i fini sono rendere disponibili beni essenziali come alimentari e farmaceutici facciamolo insieme con buon senso». Di fronte agli scioperi e alla minaccia di una mobilitazione generale Vincenzo Boccia lancia un appello ad essere uniti e dimostrare senso di responsabilità, per fronteggiare un’emergenza economica che ha la dimensione di un’economia di guerra. «Cominciare a litigare in questo momento non è un messaggio bello per il paese. Ora serve un grande senso di responsabilità di linguaggio, di attenzione, di unità nazionale. Siamo in una guerra contro il virus che ha determinato una dimensione di emergenza economica, di economia di guerra», ha detto il presidente di Confindustria, intervistato ieri a Radio Capital e a Sky Tg 24. «Spero che si possa rimuovere l’idea dello sciopero – ha aggiunto Boccia rivolgendosi ai sindacati – e capire insieme quali attività devono necessariamente essere aperte per garantire a tutti noi i beni alimentari, farmaceutici, i prodotti per gli ospedali e quindi quali filiere trasversali che contribuiscono a realizzarli».

Per il presidente di Confindustria «l’economia non deve prevalere sulla salute. Ma occupiamoci sin da ora anche della questione economica che purtroppo non è marginale. Insieme dobbiamo costruire un percorso per capire come uscirne, sin da ora». Con il decreto varato domenica «a spanne il 70% del tessuto produttivo chiuderà. Se il Pil è di 1.800 miliardi all’anno vuol dire 150 miliardi al mese, quindi perdiamo 100 miliardi al mese. Moltissime persone resteranno a casa, in cassa integrazione, con un costo per lo Stato rilevante. Stiamo entrando in una economia di guerra», ha chiarito Boccia. Lo sciopero generale? «Non riesco a capire su cosa. I codici Ateco che il governo ha indicato sono addirittura più restrittivi di quanto ci avesse indicato», ha continuato. «Se alcuni codici non sono previsti ci saranno i prefetti che controlleranno gli eventuali abusi e gli stessi sindacati, che faranno uno sciopero particolare in una singola azienda. Ma uno sciopero generale in questa fase non penso vada fatto, come messaggio al paese. Il mio appello è cerchiamo di essere compatti anche nelle nostre diversità».

Occorre «guardare alle cose con grande buon senso, il momento è delicato, lavoriamo insieme per condividere gli obiettivi del decreto. Dobbiamo fare tutto ciò che occorre per garantire le filiere essenziali e fare ciò che serve perché le altre non chiudano definitivamente. È nell’interesse del paese». Le filiere essenziali, ha spiegato Boccia, a volte sono trasversali: «Abbiamo aziende del settore auto che producono valvole per i respiratori. Ci sono quelle che si stanno riconvertendo da altri settori per produrre mascherine e vanno salvaguardate. Non chiediamo flessibilità per aprire altri settori».

Bisogna creare le condizioni per evitare che, superata l’emergenza, molte aziende non aprano per crisi di liquidità. Servono soluzioni, indicate da Confindustria nel documento messo a punto nei giorni scorsi. Occorrono investimenti con una grande operazione di opere pubbliche, in Italia e in Europa: «Quando ripartiremo, la domanda privata, che ora è zero, non lo farà immediatamente e occorrerà un effetto di compensazione». Inoltre va potenziato il Fondo di garanzia per dare liquidità alle imprese: «ne usciremo – ha detto Boccia – con più debito che dovrà essere pagato a 30 anni, come se fosse un debito di guerra, perché così è. Poi vedremo quanto dura». Ed è importante, per ripristinare la fiducia, che il governo sin da ora indichi le prossime mosse.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La crisi generata dal coronavirus colpisce frontalmente l’economia reale ma rischia di riflettersi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — Lavoratori pagati dalle banche anziché dall’Inps. È la soluzione che il governo sta pr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

BERLINO — La Bce ha deciso un altro passo importante. Per il bazooka appena sfoderato da 750 mili...

Oggi sulla stampa