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Boccia presenta la nuova squadra. Entrano Stirpe, Pedrollo e Brugnoli

Il presidente designato di Confindustria Vincenzo Boccia ha varato la nuova squadra di viale dell’Astronomia. Ma non si ricompone la divisione interna all’organizzazione.

Confermate Antonella Mansi (che mantiene la delega all’organizzazione) e Lisa Ferrarini che continuerà a occuparsi di Europa. Entra Licia Mattioli, a capo della Confindustria di Torino, con delega all’internazionalizzazione. Tra i nuovi ingressi anche il veronese Giulio Pedrollo con delega alla politica industriale. Al frusinate Maurizio Stirpe, presidente di Unindustria Roma, la delicata responsabilità delle relazioni industriali. Giovanni Brugnoli, ex presidente della Confindustria di Varese, avrà la delega al capitale umano.

Del comitato di presidenza fanno parte di diritto anche il presidente dei Giovani, Marco Gay, il presidente della Piccola impresa, Alberto Baban, e il presidente del consiglio delle Regioni, Stefan Pan, a capo degli imprenditori del Trentino Alto Adige.

Le donne rappresentano il 30% della nuova compagine (prima erano 4 su 18, non arrivano al 25%). Si abbassa anche l’età media del board Confindustriale grazie ai quarantenni Gay, Brugnoli, Mattioli, Pedrollo e Mansi.

Sulla nuova squadra si è espresso il consiglio generale di Confindustria. Dei 198 membri erano presenti in 157. I voti favorevoli sono stati 107 (Vincenzo Boccia ne aveva ottenuti 100 il 31 marzo, giorno della sua elezione). Non era andata molto diversamente con il precedente mandato. La squadra di Giorgio Squinzi passò con 102 voti. Si conferma quindi quella che allora era parsa una situazione atipica, fuori dalle consuetudini di un’organizzazione sempre molto compatta intorno ai proprio vertici. Vincenzo Boccia ha «recuperato» il supporto di un pezzo di Lombardia, in particolare Varese. Ma non è bastato a sanare del tutto le divisioni. Un pezzo di associazione non si è presentato al voto. Notata l’assenza, tra gli altri di Gianfelice Rocca, a capo di Assolombarda.

La mediazione con i sostenitori di Alberto Vacchi (che il 31 marzo aveva perso per nove voti) è fallita sabato scorso. Fino a mercoledì si è tentato però di recuperare la situazione in extremis. Con l’elezione del presidente degli industriali del Trentino Alto Adige, Stefan Pan, alla guida del consiglio delle Regioni è risultato chiaro che la ricomposizione non sarebbe stata possibile. E così alla fine il presidente degli industriali emiliani Maurizio Marchesini e il lombardo Sergio Dompé non sono entrati in squadra.

Se da una parte Boccia non è riuscito a conquistare la gran parte degli industriali lombardi ed emiliani, dall’altra può sempre contare sul convinto supporto di grandi elettori come Emma Marcegaglia e Luigi Abete. Al suo fianco avrà poi un advisory board introdotto con la ricente riforma dello statuto di Confindustria. Ne faranno parte Francesco Gaetano Caltagirone, Gianfranco Carbonato, Elio Catania, Claudio De Albertis, Carlo De Benedetti, Vittorio Di Paola, Luca Garavoglia, Edoardo Garrone, Claudio Gemme, Mario Moretti Polegato, Giuseppe Recchi, Roberto Snaidero. Sul fronte delle aziende a partecipazione pubblica: Francesco Caio (Poste), Claudio Descalzi (Eni), Francesco Starace (Enel), Mauro Moretti (Finmeccanica). La presidenza di Boccia comincerà a tutti gli effetti con il voto dell’assemblea del 25 maggio.

Rita Querzé

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