Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bnp verso l’accordo negli Usa

Una multa da otto, forse nove miliardi di dollari. Il divieto a operare in dollari per mesi. La cacciata di oltre una trentina di dipendenti. E un’ammissione di colpa, per il reato di complicità nella violazione dell’embargo contro l’Iran, il Sudan e altri paesi sulla lista nera di Washington.Le sanzioni che il leader delle banche francesi Bnp Paribas, dopo un accordo di massima raggiunto con il Dipartimento della Giustizia Usa, si appresta a pagare sono esemplari. Un record negli annali delle multe per aver aggirato un embargo. Anche se rappresentano uno sconto rispetto alle richieste iniziali delle autorità statunitensi: una multa da oltre dieci miliardi e una protratta messa al bando da transazioni in dollari per aver violato intenzionalmente l’Emergency Economic Powers Act. Un provvedimento, cioé, che minacciava di incrinare la credibilità del gruppo su scala internazionale. Teoricamente la multa poteva raggiungere i 60 miliardi, ma le autorità americane non hanno mai considerato un simile ammontare.
Il governo francese, che aveva duramente protestato l’ipotesi di severe sanzioni, ha a sua volta mostrato ora di essere pronto a sottoscrivere il “verdetto” per archiviare al più presto lo scandalo. «Bnp non può restare in una situazione di incertezza – ha detto ieri il Ministro della Finanze Michel Sapin –. Deve conoscere le decisioni dalla Giustizia americana. Il governo francese, il presidente, il primo ministro e io stesso abbiamo fatto la nostra parte». I dettagli dell’intesa sono da ultimare, ma i contorni sono stati rivelati dal Wall Street Journal. Gli inquirenti americani – compreso il Department of Financial Services di New York – hanno esaminato cento miliardi di dollari di transazioni sospette condotte da BNP nell’arco di cinque anni e portato alla luce 30 miliardi in operazioni considerate in consapevole violazione dell’embargo, una cifra che consentiva di fissare il tetto della multa al doppio, appunto 60 miliardi. L’istituto avrebbe utilizzato una rete di banche regionali all’estero – in Medio Oriente, Africa ed Europa – per far transitare fondi legati in particolare ad aziende e enti governativi del Sudan, mentre il regime di quel paese era accusato di genocidio. I fondi avrebbero trovato la via di progetti petroliferi. Altre significative transazioni occultate avrebbero coinvolto l’Iran. La formale ammissione di colpa di Bnp potrebbe avvenire ai primi di luglio, se l’intesa sarà finalizzata rapidamente. In un segno dell’accelerazione dei tempi, l’uscita di scena di decine di dipendenti con un ruolo più diretto nelle violazioni è già scattata, con la maggior parte dei sospettati che ha ormai lasciato BNP.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa