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Bnp Paribas, l’utile sfiora 2 miliardi nel trimestre

In un contesto economico poco dinamico, Bnl (gruppo Bnp Paribas), chiude il primo trimestre del 2019 con impieghi quasi stabili (+0,1%) rispetto allo stesso periodo del 2018, ma conferma la sua progressione nel segmento delle imprese dove la quota di mercato tocca il 5,7%, con un rialzo di 0,8 punti in tre anni. Bene anche i depositi, che segnano una crescita dello 0,2% se confrontati con il dato del primo trimestre 2018, sfruttando la spinta dei conti correnti, e sale anche la raccolta indiretta: +4,1% con una significativa crescita nell’assicurazione vita (+9,5%), mentre calano i fondi di investimento (-2,9%).

La banca presieduta da Luigi Abete e guidata da Andrea Munari fa poi segnare un utile ante imposte, dopo l’attribuzione di un terzo dei risultati del private banking alla linea di Business wealth management (divisione International Financial Services), di 30 milioni (a fronte dei 51 milioni dei primi tre mesi del 2018). In calo anche il margine di intermediazione, a 675 milioni di euro (-5,3%), come pure il margine di interesse che scende del 3,8% anche per effetto di un contesto di tassi bassi. In discesa anche le commissioni che diminuiscono del 7,4% rispetto al primo trimestre del 2018 sia per l’impatto di elementi non ricorrenti che per il calo delle commissioni finanziare. Sul lato dei costi operativi, poi, il primo trimestre dell’anno mostra le conseguenze positive della politica di efficientamento e di riduzione messa in pista dai vertici: il dato dei primi tre mesi risulta così di 470 milioni, con una contrazione del 2,1% rispetto al 2018.

Passando, infine, alle nuove iniziative, la banca sta proseguendo lungo la strada dello sviluppo di nuovi customer journey e sta portando avanti la trasformazione digitale, fortemente voluta dal management, con il lancio della nuova soluzione di pagamento Axepta che consente alle aziende di e-commerce attive in Italia di integrare nel proprio sito web un modulo di pagamento sicuro e flessibile, in grado di ricevere pagamenti provenienti da altri paesi Ue.

Quanto ai conti della capogruppo francese, l’utile netto si attesta a 1,918 miliardi di euro, con un incremento del 22,4 per cento. In crescita anche il margine di intermediazione, a 11,1 miliardi(+3,2%), che sale del 4,4% nelle divisioni operative per effetto del traino dell’International Financial Services (+9,5%) e del Cib (+3,5%), mentre si registra una leggera flessione in Domestic Markets (-0,2%) che paga il peso dei tassi bassi nonostante l’attività abbia mostrato un certo dinamismo. I costi operativi della capogruppo sono pari a 8,45 miliardi, in aumento del 2,3% rispetto al primo trimestre 2018. Sale, infine, il risultato lordo di gestione che si attesta a 2,7 miliardi, in crescita del 6,2% e con un ulteriore progresso sul versante delle divisioni operative che fanno segnare un incremento del 7,9 per cento.

Celestina Dominelli

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