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Bnp Paribas, conti 2014 in utile malgrado la maxi-sanzione Usa

Nonostante la mega multa americana, Bnp Paribas è riuscita a chiudere il 2014 in utile. Con un bilancio che conferma la solidità e la reattività del gruppo. Ma l’incertezza sulle prospettive ha comunque pesato sull’andamento del titolo, che ha fatto segnare un calo del 3,8 per cento, in testa ai ribassi dell’indice parigino.
La principale banca francese, che in Italia controlla Bnl, ha registrato l’anno scorso ricavi per 39,2 miliardi, in crescita del 2% (del 3,2% extra elementi straordinari). Il risultato operativo è in aumento dell’1,6% (a 12,6 miliardi) e del 5,6% in termini omogenei. Il costo del rischio si è ridotto del 2,5% (a 3,7 miliardi).
E il ratio di solvibilità in versione Basilea 3 è stato a fine anno del 10,3% (identico a quello di fine 2013). Con un utile netto di 157 milioni. Che senza l’onere delle sanzioni decise dalle autorità americane (6 miliardi sui conti 2014) sarebbe stato di oltre 7 miliardi (rispetto ai 4,8 miliardi del 2013).
Uno scenario caratterizzato soprattutto dal buon andamento della banca commerciale in Belgio (utili lordi in aumento del 15,7% e ricavi in crescita del 4,6%, che l’hanno portata a superare i volumi di Bnl), del credito al consumo (+24,3%), del private banking (+ 7,3%) e dell’attività corporate e istituzionale (+13,7%).
Il costo del rischio, in particolare, è diminuito ovunque. Con la sola eccezione dell’Italia, dov’è invece nettamente salito: di 193 milioni a 179 punti base.
L’amministratore delegato Jean-Laurent Bonnafé, che ha nuovamente escluso un interesse per Montepaschi, ha però sottolineato che il peggio sembra essere passato: «Nel quadro generale di persistente debolezza dell’economia italiana, Bnl ha sempre realizzato in questi anni una performance migliore rispetto a quella del settore. E alla fine del 2014 abbiamo registrato una flessione dei casi di default. Ci sono insomma dei segnali di ripresa. L’Italia dovrebbe essere inoltre uno dei Paesi più avvantaggiati dal calo dell’euro e dei prezzi del petrolio.
Quindi siamo convinti che nel 2015 inizierà per Bnl una fase di calo del costo del rischio, che si accelererà l’anno prossimo». Va rilevato che Bnp ha svalutato di 297 milioni il valore di carico della banca italiana.
Quanto alle prospettive, Bonnafé ha spiegato che tra nuovi prelievi fiscali, costi delle regolamentazioni, tassi bassi e ripresa più debole e lenta del previsto, ci dovrebbe essere un impatto negativo di circa 500 milioni sull’utile netto del 2016. Anche se la banca non ha voluto modificare i target.

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