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Bloomberg nella mischia delle primarie Dem

WASHINGTON Michael Bloomberg annuncia che correrà per «sconfiggere Trump, una minaccia esistenziale per l’America». Ma il suo primo vero avversario sarà Joe Biden, il portabandiera del centro moderato e, tuttora, il capolista nei sondaggi per le primarie dei democratici. Nel comunicato ufficiale pubblicato ieri sul sito «Mike Bloomberg for president», non c’è traccia dello scontro interno, che sarà aspro, tra i progressisti anche se il primo slogan recita: «Una nuova scelta per i democratici». L’ex sindaco di New York, dal 2002 al 2013, si presenta come l’unico davvero in grado «di battere Trump e ricostruire l’America». È una specie di appello alla Nazione: «Non possiamo permetterci altri quattro anni di governo senza scrupoli con questo presidente. Trump rappresenta una minaccia esistenziale per il nostro Paese e per i nostri valori. Se dovesse vincere ancora, non riusciremo mai più a riparare i danni… Credo che l’insieme delle mie esperienze nel campo degli affari, dell’amministrazione e della beneficenza sia unico. È ciò che mi consentirà di vincere e di guidare il Paese».

Bloomberg ha 77 anni, controlla il gruppo editoriale che porta il suo nome, è l’undicesima persona più ricca del mondo, con un patrimonio stimato intorno ai 54 miliardi di dollari. Gli slogan della campagna sono pronti: «Mike makes a difference»; «Mike gets results» e così via.

Trump è una minaccia esistenziale per il nostro Paese e per i nostri valori. Se dovesse vincere ancora, non riusciremo a riparare i danni

Bloomberg metterà insieme «l’esperienza», come si legge nel comunicato, e soprattutto i soldi, tanti soldi. Sabato notte è partita la sua offensiva pubblicitaria in venti Stati: dalla California al Maine. Secondo indiscrezioni Bloomberg è pronto a mettere in campo fino a 100 milioni di dollari. Al momento, solo l’altro «billionaire» del gruppo, Tom Steyer, sembra in grado di reggere, con una cassa di 49,6 (dati ufficiali della Federal election commission).

Ma non sarà facile neanche per Bloomberg. Innanzitutto dovrà buttare giù dal piedistallo Biden. Vero: l’ex presidente fatica sul territorio. Negli Stati come Arizona e Florida dovrebbe essere avanti di almeno 20 punti percentuali e invece ha un vantaggio al massimo di 10 lunghezze; in Iowa è stato superato anche da Pete Buttigieg. Tuttavia Biden è ancora in testa nei sondaggi nazionali e si propone di ricompattare il blocco politico-sociale (lavoratori bianchi, minoranza afroamericana e latinos) che portò Barack Obama nello Studio Ovale nel 2008 e nel 2012. Se il businessman di New York non dovesse riuscire a oscurare Biden e domare l’ascesa di Buttigieg, difficilmente potrà poi andare alla conta con l’ala radicale del partito, cioè con Bernie Sanders ed Elizabeth Warren.

L’insieme delle mie esperienze in affari, nell’ammi-nistrazione e nella beneficenza è unico È ciò che mi consentirà di vincere e guidare il Paese

«Mike» non accetterà finanziamenti dalle lobby e, in caso di vittoria, farà il presidente gratis. Inoltre ha intenzione di saltare i primi quattro turni delle primarie: Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina. Punterà tutto sul Supermartedì del 3 marzo, quando saranno chiamati alle urne gli elettori di 14 Stati, tra i quali Texas e California che nel 2016 si pronunciarono molto più avanti.

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