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Blocco parziale delle pensioni

di Davide Colombo

Il blocco parziale o totale delle rivalutazioni delle pensioni più elevate per il prossimo biennio, l'anticipo al 2014 del meccanismo di aggancio del momento del pensionamento all'aspettativa di vita e l'avvio dal 2020, dell'aumento del requisito anagrafico per il pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici del settore privato. Sembra confermato in tutte le sue componenti essenziali il pacchetto previdenza contenuto nelle ultime versioni al vaglio del capo dello Stato.

La prima misura che produrrà un effetto-risparmio sulla spesa previdenziale entro l'arco temporale di stabilizzazione dei saldi previsto dal decreto (2,2 miliardi cumulati nel 2014) è il discusso congelamento dell'indicizzazione degli assegni: sarà totale solo per quelli superiori cinque volte al minimo, mentre scenderà al 45% per le pensioni superiori da tre a cinque volte le più basse. Il blocco dell'adeguamento al carovita non sarà totale ma inciderà solo sulla parte dell'assegno che supera la soglia. Quindi per i pensionati più ricchi, per fare un esempio, la perequazione sarà invariata al 100% sui primi 1.428 euro, scenderà al 45% sulla quota tra 1.428 e 2.380, e sarà invece bloccata per la parte eccedente (dove oggi è al 75%). La misura interesserà, secondo l'Inps, 4,4 milioni di pensionati e il Governo non sembra intenzionato a rinunciarvi anche se c'è da aspettarsi che in Parlamento non pochi emendamenti verranno proposti anche dalla maggioranza.

Nessuna discussione, invece, sull'anticipo di un anno del meccanismo che collega il momento del pensionamento al l'aspettativa di vita del lavoratore stimata dall'Istat: sarà dal 2014 (anziché dal 2015) e in fase di prima applicazione non potrà produrre un posticipo superiore ai tre mesi. Successivamente gli adeguamenti saranno pieni rispetto alle previsioni Istat a partire dal 2016 e si intrecceranno con gli aggiornamenti triennali dei coefficienti di trasformazione, che nel sistema contributivo fanno da base di calcolo per commutare il montante dei versamenti in assegno pensionistico effettivo.

Sulla vecchiaia delle donne confermato anche l'avvio del l'aumento graduale a partire dal 2020, per arrivare con incrementi dapprima di un mese l'anno e successivamente di tre, quattro e sei mesi, a un allineamento alla stessa età di pensionamento di vecchiaia degli uomini (65 anni) a partire dal 2032. Quest'ultima misura, sommata all'aggancio pensionamento-aspettativa di vita, produrrà risparmi cumulati per 13 miliardi nel decennio 2021-2031 e 19 in quello successivo.

Nel testo di ieri, giudicato "cristallizzato" per la parte previdenziale sia da ambienti del ministero del Lavoro sia dai tecnici di Palazzo Chigi, risulta confermata anche la norma voluta dalla Lega che taglia le pensioni di reversibilità nel caso il beneficiario sia stato sposato per meno di dieci anni con un ultrasettantenne. Il fine dichiarato è penalizzare i matrimoni di convenienza tra anziani assistiti e le loro badanti.

Sulle casse private, sono stati confermati sia l'obbligo di iscrizione per i pensionati over-65 anni che continuano a lavorare – i quali saranno anche tenuti a versare contributi ad aliquota dimezzata rispetto ai professionisti attivi della stessa categoria – sia i nuovi poteri della Covip. L'autorità di vigilanza potrà effettuare ispezioni sulle gestioni patrimoniali e gli investimenti finanziari di questi enti i quali, a quanto pare, non saranno però tenuti a versare la quota per il fondo contributo vigilanza che vale invece per i fondi pensione. Sul punto si tratta di capire ancora di quali risorse aggiuntive potrà avvalersi la Covip per svolgere queste nuove funzioni, cui si sommano anche buona parte delle attività che erano in capo al Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, molto ridimensionato da questo decreto.

Le misure previdenziali si completano con il novero di interventi che puntano a ridurre il contenzioso, come la cancellazione automatica (con rimborso a favore del ricorrente) delle cause non superiori a 500 euro. Infine la mini-novità per le casalinghe: potranno girare al loro fondo Inps (lanciato anni fa ma per la verità mai decollato) anche i punti-risparmi cumulati facendo la spesa nei supermercati.

 

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