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Blocco carta con il preavviso

Obbligo di preavviso in caso di blocco della carta di pagamento (di debito e di credito); niente spese sulle comunicazioni relative ai servizi di pagamento; commissioni interbancarie bloccate su operazioni con bancomat e carta di credito. Sono queste alcune delle novità che si possono leggere nella bozza di decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2015/2366/Ue (nota come Psd 2 Payment services directive), relativa ai servizi di pagamento e di adeguamento dell’ordinamento al regolamento (Ue) n. 751/2015 (cosiddetto Ifr – Interchange fees regulation, relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta), esaminato ieri dal preconsiglio dei ministri e pronto per approdare al tavolo dell’Esecutivo. Oltre a disposizioni che interessano l’organizzazione del sistema bancario e dei servizi finanziari, alcuni spetti toccano direttamente il cliente. Particolarmente significativa è la garanzia di sapere in anticipo che non si può più usare la carta di pagamento.

Commissioni. Lo schema modifica in più parti il dlgs 11/2010, stabilendo limiti alle commissioni interbancarie applicate alle operazioni di pagamento nazionali effettuate con carta di debito ad uso dei consumatori. Fino al 9 dicembre 2020, per le operazioni nazionali tramite carta di debito ad uso dei consumatori, i prestatori di servizi di pagamento possono applicare una commissione interbancaria media ponderata non superiore all’equivalente dello 0,2% del valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali effettuate tramite tali carte di debito all’interno dello stesso schema di carte di pagamento. Dopo, la commissione interbancaria non dovrà essere superiore allo 0,2% del valore di ciascuna operazione oppure a 5 centesimi per ciascuna operazione. Tale commissione interbancaria per operazione può anche essere combinata con una percentuale massima non superiore allo 0,2% del valore di ciascuna operazione. Per le operazioni nazionali tramite carta di debito ad uso dei consumatori di importo inferiore a 5 euro, i prestatori di servizi di pagamento applicano una commissione interbancaria di importo ridotto rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore a 5 euro. Questa riduzione vale anche per le carte di credito.

Revoca carte. Si prevede l’integrazione della legge 386/1990, aggiungendo l’obbligo di comunicazione del preavviso della revoca dell’autorizzazione all’utilizzo di carte di pagamento (di debito e di credito). Prima della revoca, gli emittenti devono comunicare al titolare della carta la data a partire dalla quale sarà revocata l’autorizzazione all’utilizzo della carta, con conseguente iscrizione del suo nominativo nella Centrale d’allarme interbancaria (Cai). Tale iscrizione potrà essere evitata se il titolare della carta provvede, entro la predetta data, al pagamento di tutte le ragioni di debito nei confronti dell’emittente. Qualora il pagamento di quanto dovuto venga effettuato successivamente all’iscrizione nel menzionato archivio, se ne farà annotazione nell’archivio, salvo il termine di durata della segnalazione (24 mesi). La comunicazione potrà essere effettuata all’indirizzo indicato dal titolare della carta, secondo quanto concordato tra le parti, con mezzi di cui sia certa la data di spedizione e quella di ricevimento. Assicurando un contenuto minimo omogeneo dell’informativa ed estendendo la tutela anche ai clienti non consumatori.

Spese. La bozza di dlgs abroga l’art. 126-ter del Testo unico bancario e modificato l’articolo 127-bis: si prevede che non possano essere addebitate spese al cliente, comunque denominate, inerenti alle informazioni e alle comunicazioni previste ai sensi di legge se relative a servizi di pagamento, indipendentemente dagli strumenti di comunicazione utilizzati. Si prosegue infine sulla strada della dematerializzazione degli assegni, prevedendo altresì che il protesto di questi ultimi possa avvenire esclusivamente in via telematica.

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