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Blocco alle Poste la Procura di Roma apre un’inchiesta

di Lavinia Di Gianvito

ROMA— E dopo le file, i disagi, la rabbia, le Poste finiscono nel mirino della Procura della Repubblica. Un’inchiesta aperta a Roma vuole verificare cosa ha determinato il caos che nei giorni scorsi ha coinvolto milioni di cittadini, in coda per ore per ritirare la pensione, pagare le bollette, spedire una raccomandata. Anche se per il momento non ipotizza reati (né tanto meno nel fascicolo c’è traccia di indagati), il procuratore aggiunto Nello Rossi ha affidato alla polizia postale il compito di stabilire se il disastro è dipeso solo da un inconveniente al software dei sistemi centrali Ibm, Hp e Gepin introdotto il 1 ° giugno, come sostengono le Poste. Non è intenzione della Procura mettere in dubbio la ricostruzione dell’azienda, ma non si scartano le possibili alternative. Che sono tre. La prima: un attacco massiccio da parte di hacker. La seconda: un danneggiamento di tipo doloso. Il terzo scenario ipotizza invece la contestazione alla società del reato di interruzione di pubblico servizio. Non sono giorni facili, per l’azienda guidata da Massimo Sarmi. Mentre l’amministratore delegato valuta se chiedere un risarcimento all’Ibm, il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, minaccia di colpire le Poste con «sanzioni fino a un milione e mezzo di euro» se il servizio non verrà ripristinato. Tuttavia, durante il question time alla Camera, il ministro ha annunciato che ieri i disagi sono finiti: otto milioni le transazioni eseguite. Romani ha poi chiarito che verranno adottate «adeguate misure di compensazione» per le code subite dagli utenti «di quattromila uffici su 13 mila» , a partire da un tavolo di conciliazione con le associazioni dei consumatori previsto per oggi. Le rassicurazioni di Romani non sono bastate a spegnere le polemiche. «Ritengo la risposta del ministro inadeguata, insufficiente, imprecisa e soprattutto burocratica» , sottolinea Renzo Lusetti (Udc). «Il governo ha voluto conservare nelle proprie mani il controllo sulle Poste, ora deve rispondere degli incredibili disservizi di questi giorni» , aggiunge Paolo Gentiloni (Pd). Per Elio Lannutti (IdV) «gli errori commessi sono talmente gravi che il risarcimento è il minimo che Poste italiane possa fare per rimediare a questi vergognosi disagi» . E perfino la Lega si accoda al centrosinistra: «È sacrosanto — ribadisce Alessandro Montagnoli— che si preveda un risarcimento per i cittadini che hanno subito danni economici e che non hanno visto garantito il proprio diritto a usufruire di un servizio di preminente interesse generale» .

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