Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bloccata la nuova Agenzia delle Entrate

Il 30 giugno muore Equitalia. Il primo luglio non nasce la nuova “Agenzia delle Entrate- Riscossione”. La nomina del direttore Ernesto Maria Ruffini è ancora priva di registrazione, dopo la bocciatura della Corte dei Conti che ha sollevato un problema di «inconferibilità» dell’incarico per la legge Severino. E il Consiglio di Stato ha sì fissato per il 27 luglio l’udienza per decidere se è legittimo o meno che i dipendenti di Equitalia assunti con contratti di tipo bancario – possano essere assimilati ai colleghi dell’Agenzia, entrati per concorso pubblico (e remunerati la metà). Ma sin da ora, con il decreto pubblicato lunedì scorso e in modo irrituale, rende noto il suo orientamento. Quasi anticipando la sentenza.
I giudici amministrativi scrivono difatti che le «doglianze di merito» – ovvero il ricorso proposto da Dirpubblica, il sindacato dei dirigenti pubblici, laddove critica «l’immissione nel ruolo dirigenziale dell’Agenzia, senza alcuna selezione, di personale della ex società di riscossione » – non solo «sembrano ammissibili ». Ma lo sono – «supportate da fumus» – «alla luce della consolidata giurisprudenza amministrativa e soprattutto costituzionale ». Una frase chiave, questa. E un richiamo evidente a un’altra importante e assai discussa sentenza. La numero 4641 del 6 ottobre 2015 della IV sezione con la quale Palazzo Spada bolla come illegittime le promozioni a dirigenti di 1.200 funzionari dell’Agenzia delle Entrate – allora guidata da Rossella Orlandi – senza passare dal concorso. Visto che in questo modo, dicono i giudici richiamandosi alla sentenza della Consulta numero 37 del 2015, si viola la Costituzione.
Perché allora – sembra essere il ragionamento – quel che era valido due anni fa per 1.200 funzionari pubblici, comunque entrati per concorso, non deve essere valido ora per i dipendenti di Equitalia, neanche passati per una selezione pubblica? Se così fosse, se davvero il Consiglio di Stato il prossimo 27 luglio decidesse di accogliere il ricorso di Dirpubblica, sarebbe la fine della nuova Agenzia delle Entrate. Complicato immaginare di portare 7.900 dipendenti al classico “concorso per titoli ed esami”. Proprio quando, tra l’altro, la situazione della dirigenza dell’Agenzia delle entrate, decapitata nel 2015, non è mai stata risolta. Lasciando scoperti posti cruciali. Anche per questo Unadis, l’altro sindacato dei dirigenti pubblici, ha annunciato uno sciopero per il 30 giugno.
Nel frattempo, da qui al 26 luglio cosa succede? C’è la grana della nomina di Ruffini. Il ministero dell’Economia non ha ancora risposto ai rilievi della Corte dei Conti (datati 22 giugno). Ha trenta giorni per farlo. Ma fonti interne dicono che la missiva sarà «trasmessa a breve». E che la questione «non presenta alcun problema». Difficile però che tutto sia risolto entro sabato. Ecco il paradosso: il primo luglio parte un contenitore senza capo e senza contenuto. Ruffini non può firmare atti (a partire dallo Statuto) e se lo fa decadranno, nel caso saltasse la sua nomina. Così anche i dirigenti di Equitalia, in febbrile attesa della sentenza del 27 luglio, si asterranno dal siglare alcunché nel timore che qualsiasi carta possa poi essere impugnata.

Valentina Conte

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa