Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Blitz Ue sulle tariffe telefoniche

di Daniele Lepido

Hanno un nome difficile, dietro al quale si nasconde un business da 2 miliardi e mezzo di euro. Le tariffe di terminazione mobile – il pedaggio che un operatore telefonico deve pagare all'altro per far "terminare" le chiamate sulla rete dei concorrenti – vedono schierarsi le aziende una contro l'altra, con gruppi di pressione che arrivano dritti al Parlamento, passando per le associazioni dei consumatori.

Da un lato ci sono gli operatori fissi come Fastweb, British Telecom e Tiscali, che devono pagare fior di quattrini per far "atterrare" le proprie chiamate sui network mobili e che quindi pretendono un taglio immediato di questi costi (come del resto impone l'Europa). Dall'altro gli operatori concentrati sul mercato dei cellulari, come Vodafone e Wind, per i quali la terminazione mobile è un introito troppo ghiotto per separarsene a cuor leggero, soprattutto all'indomani dell'asta per le frequenze Lte che ha visto un esborso di quasi 4 miliardi. In mezzo c'è Telecom, "neutrale" sui tagli perché in grado (parzialmente) di finanziare i costi della telefonia fissa con gli introiti del mobile. Anche Tre ha una posizione "eccentrica" a riguardo: disco verde, da parte sua, all'abbattimento della terminazione a patto che il differenziale rispetto agli altri rimanga, cioè che gli sia riconosciuto (ancora) il ruolo di "nuovo entrante" e quindi tariffe di terminazione più ricche. Una posizione sgradita alla Commissione Europea, che proprio sulla necessità della "simmetria" di tali pedaggi ha chiesto all'Agcom di rivedere il suo piano di tagli, tornando alla carica proprio in questi giorni e affermando di «non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione dall'Italia sulle misure finali del provvedimento». E infatti nel consiglio di oggi si inizierà a parlare di un nuovo percorso di abbattimento della terminazione anche se la decisione definitiva slitterà a dopo l'audizione parlamentare che il presidente Corrado Calabrò terrà davanti alla commissione Trasporti e Comunicazioni della Camera, fissata per l'8 novembre (quindi tutto potrebbe slittare al Consiglio del 17 novembre).

Un po' di storia: con la delibera 254/2011 l'Autorità per le comunicazioni aveva indicato un nuovo percorso di riduzione tariffaria rispetto a un altro schema di tagli, quello proposto tre anni fa con il provvedimento 667. Secondo l'ultima versione Tim, Vodafone e Wind dovrebbero pagare 4,1 centesimi al minuto per il 2012 (contro i 5,3 cent attuali, dopo il ribasso di luglio), 2,6 cent per il 2013, 1,6 cent per il 2014 e infine 0,98 cent per il 2015. Trattamento diverso per Tre Italia, operatore al quale l'Authority aveva riconosciuto per il prossimo biennio una sorta di "trattamento di favore", giustificato dal suo essere l'ultimo gestore entrato sul mercato e «in ragione della tuttora permanente asimmetria nella dotazione delle frequenze». Per Tre, quindi, le tariffe di terminazione sarebbero di 5,1 cent per il 2012, 3,4 cent per il 2013 e quindi 1,6 cent per il 2014 e 0,98 cent per il 2015. In questo caso il condizionale è d'obbligo perché il passo lento nei tagli non è piaciuto a Bruxelles che sta premendo sull'Autorità italiana perché l'agognata simmetria sia anticipata dal 2015 al primo gennaio 2013. Tanto che la stessa Ue stima che «eliminare le distorsione dei prezzi porterà a un risparmio di 2 miliardi di euro entro il 2012 a famiglie e aziende europee» visto anche che la terminazione mobile è 8-9 volte più cara di quella fissa.

Ma sul fronte opposto gli operatori mobili sostengono il contrario. Un taglio drastico comprometterebbe gli investimenti senza contare che non ci sarebbe un rapporto causa-effetto "scientifico" tra il décalage della terminazione e i prezzi delle chiamate: dal 2005 al 2010, nonostante il dimezzamento di questi costi, i prezzi per il pubblico sono scesi "solo" dell'8 per cento. Di certo le indicazione europee andranno onorate subito, ma l'eccezionalità di un'asta 4G da 4 miliardi potrebbe in parte giustificare un (leggero) ammorbidimento della posizione comunitaria, anche se le tariffe di terminazione vanno a remunerare una vecchia rete, quindi il traffico voce.

Su questi temi si concentrerà la trasmissione Salvadanaio in onda oggi dalle 12,15 alle 13 su Radio 24.
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata in...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non si tratta solo di scegliere una nuova data a partire dalla quale si potrà di nuovo licenziare. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La proroga del Temporary Framework europeo (il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato) consentirebbe...

Oggi sulla stampa