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Blitz italiano in Usa a Gtech i casinò di Igt via al colosso dei giochi

Per una volta è una società italiana, Gtech a rilevare il controllo di una rivale americana International Game Technology, e a lanciare un’offerta da 6,4 miliardi di dollari (di cui 1,7 miliardi di dollari di debiti), pari a complessivi 4,7 miliardi di euro, da cui nascerà un colosso mondiale dei giochi.
L’operazione fa volare le quotazioni del gruppo Usa dell’8,2%, ma anche Gtech ha guadagnato in Piazza Affari il 4% chiudendo sopra quota 19 dollari per azione. Il matrimonio delle due società permetterà di realizzare a regime 280 milioni di dollari di sinergie all’anno, di rifinanziare a tassi inferiori il costo medio del debito dell’ex Lottomatica, di creare nuove opportunità di crescita nel mondo e di beneficiare di un regime fiscale agevolato dato che la sede del nuovo colosso sarà basata in Inghilterra. Al termine dell’operazione, che sarà finanziata per tre quarti ricorrendo a nuovo debito (3,5 miliardi di dollari) e per il resto emettendo nuove azioni Gtech, il gruppo De Agostini che attualmente controlla il 59% della società italiana si diluirà al 47% del nuovo colosso dei giochi. L’intesa non dovrebbe incontrare problemi antitrust dato che le due società che operano in segmenti diversi del mercato dei giochi. Mentre Gtech è specializzata nella gestione delle lotterie e dei giochi in concessione, Igt è il leader Usa nella produzione di slot machine, anche se la sua quota di mercato in questo segmento — secondo alcune stime — è scesa dal 60% del 2003 al 41% registrato nel 2013. Ieri anche il gruppo De Agostini ha diffuso i risultati 2013: ricavi scesi a 4,9 miliardi (5 miliardi del 2012) per colpa delle attività editoriali, mentre il margine lordo è rimasto stabile a 1,15 miliardi e l’utile fermo a quota 24 milioni. «Nel 2014 le nostre attività potranno continuare a rafforzarsi, ma resteranno condizionati dal quadro macroeconomico in Europa e in Italia — ha commentato Lorenzo Pellicioli, che è ad di De Agostini spa — In questo contesto sarà quindi necessario accelerare il turn-around dei business con criticità, continuare nella semplificazione del portafoglio e nell’internazionalizzazione delle nostre attività».
Come ieri ha fatto Gtech puntando tra debiti e capitale 4,7 miliardi di euro sugli Usa.
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