Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il blitz di Intesa su Ubi per diventare maxibanca “Saremo quarti in Europa”

MILANO — Intesa ci riprova. Dopo il “colpaccio” di quasi tre anni fa, quando per un euro simbolico comperò le due banche venete, ora l’istituto guidato da Carlo Messina tenta l’ulteriore salto, con l’offerta sulla totalità delle azioni Ubi. Stavolta ha messo sul piatto quasi 4,9 miliardi di euro, con l’obiettivo di creare un campione europeo ma senza puntare a future operazioni di aggregazione transfrontaliere, considerate poco convenienti al momento. La Borsa ieri gli ha dato ragione, facendo crescere il titolo del 2,36%. Ubi invece è salita del 23,55%, in conseguenza del premio offerto da Intesa nel rapporto di scambio.
«Vogliamo unire due eccellenze. Ubi è la migliore combinazione per Intesa e uniti saremo più forti», ha spiegato l’ad di Intesa. Snocciolando i dati della nuova realtà aggregata: al quarto posto in Europa per capitalizzazione – dietro Hsbc, Bnp Paribas e Santander – e per generazione di utili, e al terzo posto nella zona euro, «bandiera dell’Italia» all’estero, sempre più campione nazionale, con circa 3 milioni di clienti aggiuntivi (dopo la cessione di sportelli a Bper), 1.100 miliardi di risparmi degli italiani (tra depositi, risparmio gestito e amministrato) ricavi per 21 miliardi e utili superiori ai 6 miliardi di euro dal 2022.
Con benefici per gli azionisti – la cedola prevista è di 20 centesimi a valere sul 2020 e superiore per il 2021 – e per l’economia del Paese, con 10 miliardi di impieghi aggiuntivi all’anno. Il tutto, ha sottolineato più volte Messina, con un rischio di esecuzione molto basso, senza macelleria sociale (le 5.000 uscite saranno volontarie e verranno accompagnate da 2.500 assunzioni di giovani) e senza costi per gli azionisti. Grazie all’avviamento negativo che si genera, infatti, l’abbattimento drastico dei crediti in difficoltà (4 miliardi ceduti nel 2021) e gli oneri di integrazione non peseranno sul conto economico. A regime, ci saranno sinergie per 730 milioni. La tempistica dell’operazione prevede il lancio dell’offerta a luglio, con l’obiettivo del delisting e della fusione.
Oggi si riunisce il cda della “preda” Ubi. Tra Bergamo e Brescia qualche malumore sullo sfondo si percepisce, anche per la tempistica dell’annuncio dell’offerta, coinciso con l’illustrazione del piano industriale di Ubi. Un’offerta non concordata e quindi necessariamente riservata fino all’ultimo momento. Non è detto però che la forma sia stata apprezzata: Victor Massiah, ad di Ubi, è stato avvertito dallo stesso Messina dopo il cda che ha deliberato l’operazione (quando ha chiamato anche il mistro del Mef, Roberto Gualtieri). Una telefonata che l’ha raggiunto a Londra, per illustrare il piano. «Mi ha detto che si sentiva in imbarazzo rispetto al fatto di aver appena presentato un piano d’impresa, che avrebbe analizzato la proposta e che ci saremo risentiti successivamente», ha detto Messina.
L’ad di Intesa ha chiarito che si tratta di un’acquisizione, non di una fusione tra uguali (in caso di adesione totale agli azionisti Ubi andrebbe il 10% della banca post fusione) anche se ha tenuto a sottolineare più volte che Ubi è un’eccellenza, che «la nostra posizione è amichevole» e che per Massiah c’è comunque «una posizione di responsabilità, nella prima linea del management di Intesa». Basterà a convincere il cda di Ubi, che dovrà esprimere un parere sull’offerta, e gli azionisti – a partire dalle Fondazioni – di Ubi? Domani si terrà una riunione del Car, il patto di consultazione al 18% della banca. «Valuteremo con particolare attenzione le implicazioni dell’offerta», ha detto Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Cuneo (5,91% di Ubi). E poi ci sono gli investitori istituzionali, che hanno la maggioranza del capitale.
È possibile che qualcuno scommetta su un ritocco del prezzo, anche se Messina ha chiarito che non ci saranno rilanci.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cdp ha appena celebrato il più grande matrimonio del 2020, quello che ha portato alle nozze Sia (4,...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Era nell’aria, adesso c’è la conferma ufficiale: l’Opa del Crédit Agricole Italia è «inatt...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L'operazione, anzi, ha l'obiettivo...

Oggi sulla stampa