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Blitz da Capri a Portofino la Finanza a caccia dei “furbetti” dello scontrino

ROMA — Vacanze di Natale 2011: Cortina trema sotto i colpi degli uomini dell’Agenzia delle entrate a caccia di evasori. Un anno e mezzo dopo, mentre il testimone del governo è passato da Mario Monti ad Enrico Letta, una nuova campagna d’estate tenta di mettere nell’angolo gli evasori. Gli «007» di Attilio Befera, direttore generale dell’Agenzia, che coordinò la prima tornata di blitz, tornano all’attacco nel torrido caldo agostano per scovare gli esercizi che «barano» sullo scontrino. La maxi operazione è partita, nel massimo segreto, tra venerdì sera e le prime ore di ieri mattina: sono stati messi a segno un centinaio di controlli mirati in discoteche, disco-pub, bar, stabilimenti balneari, cattedrali del divertimento, ristoranti già segnalati. Tutti in località «vip».
Nel mirino le mete più note e le cattedrali più ambite del divertimento estivo: da Capri a Portofino a Porto Cervo. Dalla Piazzetta di Capri gli agenti del fisco si sono sguinzagliati in una quindicina di locali e ristoranti: verificati gli scontrini fino all’ultimo bicchiere di «Limoncello». A Nord, tra Portofino e Santa Margherita Ligure, una decina di locali sono stati oggetto di controllo da parte dell’Agenzia delle entrate tra i quali i rinomati Covo del Nord Est e Le Carillon di Paraggi. «Visitato» anche il celebre ristorante Puny di Portofino spesso meta di Silvio Berlusconi. In Sardegna tra Porto Cervo e Porto Rotondo circa 14 esercizi sono stati oggetto delle verifiche degli agenti delle tasse: nel mirino discoteche (di cui alcune con lido), ristoranti, bar e centri benessere.
L’elenco dei controlli investe l’intera Italia delle vacanze: in Veneto a Iesolo e Sottomarina di Chioggia i controlli hanno riguardato 26 tra discoteche, ristoranti, bar, gioiellerie e spa. Numerosissime le località toccate dai controlli in Puglia che hanno riguardato ben 36 esercizi.
Nessuna località si è salvata: Monopoli, Molfetta, Bari, Torre a Mare, Margherita di Savoia, Bisceglie, Barletta, Fasano, Ostuni, Vieste, Mattinata, Siponto, Gallipoli, Porto Cesareo. Funzionari in movimento anche in Sicilia: nel mirino del fisco sono finiti 5 esercizi tra Taormina, Cefalù e Catania.
I blitz contro gli evasori dello scontrino arrivano dopo un leggero allentamento delle norme che riguardano i pignoramenti di Equitalia e dopo le polemiche delle ultime settimane sulle ragioni dell’evasione fiscale nel nostro paese che raggiunge i 130 miliardi. La tecnica — di carattere «mirato» — è la stessa degli ultimi blitz: in primo luogo, attraverso la banca dati dell’Anagrafe tributaria si selezionano i contribuenti a rischio, poi si procede all’operazione «posizionando » un funzionario dell’Agenzia delle entrate accanto alla cassa del locale. A quel punto, sotto gli occhi del Fisco, il numero degli scontrini e delle ricevute fiscali sale di solito vertiginosamente. Il confronto con la media degli scontrini emessi normalmente, in assenza dell’occhio del Fisco, fa emergere la differenza e smaschera il cosiddetto «tasso di evasione»: di conseguenza scatta l’accertamento. Altri controlli prevedono la regolarità del personale e anche il diritto d’autore, tant’è che al blitz erano presenti in forze anche uomini della Siae per verificare proiezioni di video e diffusione di brani musicali.
I sindaci, in piena stagione turistica incassano e mantengono sostanzialmente il controllo. Qualcuno si lamenta. Solleva invece qualche problema l’associazione di discoteche, bar, ristoranti e stabilimenti balneari, la Fipe-Confcommercio: «I controlli finalizzati all’emersione dell’evasione fiscale sono necessari ma non vanno spettacolarizzati», ha dichiarato ieri il presidente Lino Stoppani.

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