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Blinder: «Oro per la crescita»

«In linea di principio sono favorevole a mobilitare riserve auree per favorire la crescita… L’Europa ha un problema di crescita e di austerità, troppo poca crescita, troppa austerità. Vogliamo mobilitare l’oro per raggiungere l’obiettivo? Perché no. Io simpatizzo quando si vuole mettere l’oro in gioco, non sono mai stato un grande tifoso dell’oro e anzi per me lo si potrebbe anche vendere e incassare». Chi parla al Sole 24 Ore è Alan Blinder, ex numero due della Federal Reserve, oggi professore a Princeton, considerato uno dei più influenti economisti del mondo. Interviene nel dibattito lanciato ieri sul Sole 24 Ore da Alberto Quadro Curzio e Fulvio Coltorti per utilizzare lo stock di riserve auree a vantaggio della crescita, creare un passagio intermedio “italiano” verso l’emissione di un bond europeo garantito dall’oro e rilanciare la crescita che tutti considerano oggi l’obiettivo più importante da perseguire.
Ma Blinder offre subito un contributo creativo partendo dall’affermazione degli autori, quando ammettono che «molti aspetti vanno approfonditi», ma che l’obiettivo deve essere quello di rafforzare il credito e le imprese. Al primo punto Blinder mette la definizione di crescita. Rafforzare il credito e le imprese non basta. Occorre capire che impostazione dare alla crescita di medio termine «vogliamo puntare su investimenti infrastrutturali, sull’educazione di che tipo di crescita parliamo? Perché è di crescita che ha bisogno l’Europa ed è sulla crescita che le imprese possono rafforzarsi in modo continuato e non occasionale e troppo spesso il concetto di crescita è elastico, qui ci vogliono dettagli». In sostanza, occorre che al progetto di emissione di bond garantiti dall’oro si affianchino dei percorsi che rendano l’operazione sostenbile nel medio lungo termine.
Al secondo punto propone un contesto di riforme per risolvere il problema chiave che oggi danneggia l’Italia e cioè il rapporto debito/Pil. «Se il rapporto stock di oro/debito è di appena il 5% parliamo di un ammontare molto piccolo per risolvere il problema. Alla radice del problema italiano per l’accesso a credito a buon mercato o comunque competitivo con la concorrenza diretta c’è un debito enorme. E dunque occorre creare dei presupposti perché il debito sia ridotto, questo si può fare attraverso un processo di riforme distribuito nel tempo che abbia credibilità per una riduzione strutturale del debito rispetto a un programma a breve che riduce temporanemente, ma non risolve il problema». Il pacchetto di riforme, che può essere introdotto secondo Blinder in modo graduale lungo un certo numero di anni, include un contenimento della spesa pubblica, una riduzione del peso dello stato nell’economia, introduzione di flessibilità nel mercato del lavoro e molte altre cose. Queste riforme possono avere un impatto negativo anche sul piano sociale se applicate in tempi brevi, ecco dunque l’importanza di diluirle nel tempo. Il terzo punto riguarda la necessità di usare questo passaggio verso la creazione di un bond europeo: «Sono favorevole al bond europeo, ma non mi sembra che oggi ci siano le condizioni per poterlo emettere. Da questo punto di vista dunque occorre lavorare per una maggiore integrazione fiscale europea, diventa questo un pilastro essenziale per creare i presupposti per l’emissione del bond senza sospsetti da parte di paesi come la Germania. Il quarto punto infine è tecnico: «I bond legati all’oro esistono già – dice ancora Blinder – si tratta di trovare una formula che consenta di emetterli senza che ci siano rischi di volatilità, perché l’oro come vediamo da quel che succede in questi giorni può essere molto volatile e dunque creare dei problemi alla stabilità dello strumento. Per questo occorre tecnicamente legare il valore dell’oro a un valore dell’euro piuttosto che alla consegna di un certo ammontare di oro, ci deve essere una possibilità di conversione». Proposito facile? «Non facile – conclude Blinder – ma nulla di questi tempi è facile».

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