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Blackstone riavvia la causa contro Rcs Chiesti 600 milioni

Blackstone tira dritto per la sua strada, riunisce le due cause di fronte alla Corte Suprema di New York e quantifica in 600 milioni di dollari (506 milioni di euro) il danno provocato dalla Rcs di Urbano Cairo per la mancata vendita dell’immobile di via Solferino a Milano. Dopo il lodo favorevole dell’arbitrato dello scorso 14 maggio, ieri il colosso finanziario americano ha chiesto alla Corte Suprema di New York 300 milioni di dollari per la mancata vendita dell’immobile (nel 2018 Allianz aveva offerto 250 milioni di euro o 280 milioni di dollari) senza contare i costi (15 milioni di dollari) sostenuti per difendersi dalle accuse «infondate», e altri 300 milioni per i «significativi danni reputazionali» e le «accuse diffamatorie» subite sia da Rcs che dallo stesso Cairo.Ora Rcs ha un mese di tempo per rispondere alla richiesta: potrebbe contestare la competenza del foro di New York, ribadendo la legittimità del suo operato.L’immobile oggetto della querelle è quello di via Solferino – in parte è occupato dal Corriere della Sera – e che Blackstone nel 2013 acquistò da Rcs per 120 milioni di euro. Successivamente il colosso Usa aveva investito 17 milioni nella ristrutturazione e nell’ampliamento dello stesso, affittando porzioni del palazzo a locatori come Cdp, Ubi e Loro Piana. Poi nel 2018 l’intervento di Cairo nel mezzo della trattativa con Allianz aveva fatto sfumare la vendita e Blackstone si era appellata al giudice di New York.A sua volta Cairo era ricorso all’arbitrato a Milano; arbitrato che si è concluso il 14 maggio e che a maggioranza ha dato ragione a Blackstone. Così ieri il colosso Usa e tornato alla carica per essere risarcito dove ha la sede, dove sono basati i suoi fondi e i suoi investitori e dove la sua reputazione è stata maggiormente danneggiata da un’accusa di usura che poi si è rivelata infondata.Rcs, invece, in passato aveva fatto notare che il lodo del collegio arbitrale milanese ha respinto le domande risarcitorie di Blackstone chiarendo che da parte di Rcs non c’è stata malafede. «Questa decisione – precisava un nota del gruppo tricolore – incidendo sul merito, evidenzia l’infondatezza delle domande avversarie avanti la Supreme Court of the State of New York, basate su addebiti nei confronti di Rcs già smentiti dal lodo », ribadendo così che il foro competente sarebbe quello dove si trova l’immobile, cioè Milano.La società editoriale finora non ha fatto nessun accantonamento in bilancio per la causa sull’immobile. Al 31 marzo il patrimonio netto del gruppo Rcs ammontava a 309,7 milioni, pertanto un accantonamento in linea con il risarcimento richiesto, o anche con una parte di esso, metterebbe a rischio la solidità del gruppo.Il tema del mancato accantonamento di bilancio è già all’attenzione degli uffici della Consob, e in proposito la società potrebbe chiarire la sua posizione al riguardo con la prossima semestrale, a metà agosto. Sempre che, prima di allora, non intervenga un fatto “price sensitive”, come la sentenza del giudice di New York o una transazione, che imponga a Rcs di dare una tempestiva informazione al mercato. Nell’azionariato del gruppo editoriale, oltre alla Cairo Communication (59,8%) sono presenti soci tricolori come Mediobanca (9,9%), Unipol (4,8%), Pirelli (4,7%) e Diego Della Valle (7,6%). Ma solo Pirelli aveva scritto al cda durante la causa contro Blackstone, per dissociarsi dalla manleva che il consiglio aveva riconosciuto nei confronti di Cairo, ad nonché primo azionista della società.

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