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Blackrock: “Abbiamo solo il 9,97% di Telecom”

MILANO — Nuovo passo falso di Blackrock sul mercato italiano. Il fondo Usa ieri sera ha ammesso il suo errore e ha dichiarato che la quota effettiva detenuta in Telecom Italia, incluso il convertendo, ammonta al 9,97%, cioè inferiore al 10,14% dichiarato alla Sec americana il 9 dicembre scorso. Uno scivolone emerso in seguito al pressing della Consob che ieri mattina aveva portato il fondo americano a comunicare che la sua partecipazione era pari al 7,78% di azioni con diritti di voto, mentre un altro 1,64% di azioni sarebbe arrivato con la conversione del bond convertendo non ancora deliberato dall’assemblea e dunque ancora senza obbligo di dichiarazione. Ma così facendo entrava in contraddizione con l’annuncio rilasciato alla Sec, quello del 10,14%. Di qui l’ennesima dichiarazione nella serata di ieri. Il fatto che Blackrock si sia fermato sotto il 10% ha comunque un significato particolare per il mercato, poiché solo il superamento di tale quota da parte di qualsiasi socio permetterebbe a Telefonica, in base agli accordi stipulati con Telco a settembre, di poter acquistare altre azioni Telecom sul mercato. Cosa che a questo punto non sarà possibile. Si tratta inoltre del secondo errore di questo tipo di Blackrock avvenuto sul mercato italiano. Il primo risale al gennaio 2012 quando nel pieno dell’aumento di capitale di Unicredit il fondo dichiarò di essere sceso sotto il 2% del capitale salvo poi correggersi dopo qualche giorno e sempre su pressione della Consob. Un altro scivolone recente riguarda la vendita di azioni Saipem la mattina del profit warning che ha fatto crollare il titolo. La Consob ha comunque avviato indagini su tutti questi episodi a cui da qualche settimana si è aggiunto il caso Telecom, con l’aggravante di una ipotesi di azione di concerto con Telefonica o con Telco o con Telecom. Nel mirino è finita anche l’emissione del convertendo da 1,3 miliardi, sottoscritto da Blackrock per 200 milioni attraverso una corsia privilegiata che però non è stata offerta anche ai soci non istituzionali, come la Findim della famiglia Fossati.
Blackrock ha comunicato che parteciperà all’assemblea di venerdì con una quota del 5,9%, sufficiente anche a determinarne l’esito visto che secondo i primi sondaggi il capitale favorevole alla revoca del cda chiesta da Findim sarebbe già al 20%, su un 50-55% di affluenza complessiva. Tra l’altro, ieri, sempre su richiesta Consob è arrivata da Fossati una lista di cinque nominativi che potrebbero essere proposti in assemblea a integrazione di quelli presentati da Assogestioni, sempre nel caso di revoca dell’attuale cda. Si tratta di Vito Gamberale, ad del fondo F2i, del presidente dell’Asati Franco Lombardi, di Alessandro Castellano, ad di Sace, di Girolamo Di Genova e di Daniela Mainini. La presenza di Gamberale conferma il grande interesse che il manager da tempo nutre per Telecom, essendo stato uno degli artefici del successo di Tim negli anni ’90. Gamberale, che attraverso F2i e con l’appoggio della Cdp ha acquisito Metroweb (la rete superveloce di Milano e altre città), vorrebbe d’accordo con Fossati conferirla in Telecom per sviluppare insieme gli investimenti sulla banda larga. Ma così facendo sia F2i sia Cdp diventerebbero soci di Telecom e ciò non rientra nei piani di Giovanni Gorno Tempini, ad della Cdp, che ha sempre mostrato interesse al finanziamento della rete ma non all’ingresso nell’azionariato di Telecom.

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