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Blacklist Ue, da eliminare Panama e altri 7 paesi

Una blacklist dei paradisi fiscali Ue sempre più ridotta all’osso. Come confermato da un funzionario europeo a ItaliaOggi, dai 17 paesi non fiscalmente collaborativi, si dovrebbe passare ad un elenco con sole 9 giurisdizioni. Il Consiglio dell’Unione europea, infatti, oggi ha annunciato l’intenzione di rimuovere 8 paesi dall’elenco delle amministrazioni non cooperative fiscalmente. L’annuncio arriva solo un mese dopo l’adozione della lista nera da parte dell’Ecofin, il consiglio di ministri dell’economia di paesi membri Ue.

Panama, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Barbados, Grenada, Macao, Mongolia e Tunisia sono le giurisdizioni che i funzionari dell’Ue hanno raccomandato di rimuovere dalla lista. La proposta verrà discussa mercoledì in una riunione degli ambasciatori Ue e dovrebbe essere approvata dall’Ecofin nell’incontro della settimana prossima fissato a Bruxelles.

La proposta è stata avanzata dal cosiddetto Gruppo del codice di condotta, che riunisce esperti fiscali dei 28 stati membri dell’Ue. «Per essere credibili e ripristinare la fiducia nella lotta dell’Ue contro i paradisi fiscali, la lista deve contenere nomi esatti ed essere regolarmente aggiornata» ha dichiarato Petr Jeek della Commissione Pana. «Non dovrebbe meramente elencare e mettere in rischio la reputazione dei paesi, ma piuttosto incoraggiare un cambiamento». Riforme che, secondo il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, sono state avviate. «Alcuni dei paesi della lista nera hanno percepito rapidamente il messaggio inviato dalle istituzioni europee, e hanno avviato processi di riforma perché è nel loro interesse cooperare con l’Ue assumendo impegni concreti per modificare le loro leggi fiscali nazionali».

Come confermato, le otto giurisdizioni saranno spostate nella cosiddetta lista grigia che include tutti i paesi che si sono impegnati a intraprendere riforme in materia di trasparenza fiscale e cooperazione, lista che attualmente comprende 47 giurisdizioni tra cui Svizzera e Liechtenstein.

«L’elenco dei paradisi fiscali dell’Ue concordato lo scorso dicembre ha segnato l’inizio di un processo costruttivo. Anche se spostati nella lista grigia, questi paesi non saranno al di fuori del controllo Ue. Al contrario, proprio come le 47 giurisdizioni già elencate, dovrebbero passare dalle parole ai fatti, e riformare la propria legislazione per soddisfare i criteri Ue a cui si sono impegnati», aggiunge il Commissario. Uno spostamento che tuttavia non sarà permanente. «Se non verranno rispettate le promesse, i paesi interessati torneranno nella lista nera» sottolinea Moscovici.

Incertezza comunque rimane sulle possibili sanzioni da applicare a seguito dell’inclusione nella lista nera. Come affermato dall’ufficiale Ue intervistato da ItaliaOggi, «non sono previsti ulteriori sviluppi in questa fase per quanto riguarda le sanzioni da applicare ai paesi inclusi nella lista nera». Le giurisdizioni destinate a rimanere nella lista nera sono le Samoa Americane, Bahrain, Guam, le Isole Marshall, Namibia, Palau, Santa Lucia, Samoa e Trinidad e Tobago.

Matteo Rizzi

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