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Black list sotto il tiro incrociato

di Marco Mobili e Gianni Trovati

Il Governo studia un nuovo pacchetto di correttivi sull'Imu, mentre le black list sui furbetti degli scontrini e delle ricevute fiscali provano ad accendere il confronto sul decreto fiscale all'esame del Senato.
Tra le 700 proposte di modifica più di un esponente di Pd, Pdl e Lega in modo trasversale chiede la soppressione della norma introdotta dal Dl fiscale e che prevede la creazione di liste selettive in cui il Fisco potrà inserire i contribuenti segnalati «ripetutamente» dai cittadini. Il Pd ha però ha corretto subito il tiro definendo gli emendamenti soppressivi delle black list come proposte presentate «a titolo personale», e destinate a essere ritirate. A tal punto che in senso completamente contrario un emendamento firmato da Giuliano Barbolini (Pd) recepisce la proposta lanciata qualche giorno fa dal direttore delle Entrate, Attilio Befera, di prevedere un bollino blu per attestare la correttezza fiscale degli esercizi commerciali in regola con controlli e obblighi.
All'appello mancano ancore le proposte di modifica del Governo e dei due relatori e presidenti delle commissioni Bilancio e Senato di Palazzo Madama, Antonio Azzollini e Mario Baldassarri. Sul tappeto uno dei temi particolarmente sensibile è il ritorno dell'Imu, dalle esenzioni all'obbligo della dichiarazione. Tra i correttivi più attesi ci sono senza dubbio quelli rivolti al mondo dell'agricoltura, che sconta ancor più di altri settori un passaggio "brusco" dall'Ici alla nuova imposta: la penalizzazione (si veda anche Il Sole 24 Ore del 10 marzo) nasce da un incrocio di fattori, dai nuovi moltiplicatori (che in pratica raddoppiano la base imponibile) alla fissazione delle regole per i fabbricati prima esenti perché considerati "strumentali" all'attività agricola. La questione più spinosa, però, è l'abrogazione degli sconti progressivi che abbattevano l'imponibile per i terreni più piccoli e di minore valore, con il risultato che proprio su di loro si concentrano i rincari più pesanti, in grado di moltiplicare di 6-7 volte l'imposta. Per questa ragione, il Governo sta ultimando il lavoro sui correttivi chiamati a reintrodurre elementi di progressività nel prelievo.
Più definiti gli altri interventi, che in parte avevano già trovato spazio nelle prime bozze del decreto fiscale. Un ritocco dovrebbe riguardare gli immobili Iacp, per evitare che l'applicazione del sistema di esenzioni previsto per l'abitazione principale moltiplichi il carico sui Comuni e risulti di difficile applicazione. Sempre sul versante dei conti locali, poi, l'esenzione del mattone pubblico dovrebbe risolvere il paradosso degli immobili di proprietà dei Comuni che, a meno di soluzioni interpretative piuttosto "acrobatiche", avrebbero dovuto pagare allo Stato la quota erariale dell'Imu. In dirittura d'arrivo anche i correttivi che resuscitano i vecchi sconti previsti dall'Imu per gli immobili caratterizzati da vincoli storico-artistici e per quelli dichiarati inagibili
Sarà comunque il Governo, nella sua replica di oggi a indicare quale strada sarà percorribile per ritoccare il decreto. Come ha spiegato Azzollini si tratta comunque di un provvedimento di "manutenzione" che non contiene norme di sistema: «per questo ci sarà la delega». Sulla stessa linea Baldassarri, che ha sottolineato come nei prossimi sei mesi il Governo dovrà intervenire concretamente: «Va bene la delega, ma attenzione ai tempi dell'economia reale, se non si vuole correre il rischio di perdere altri posti di lavoro mentre si studiano i correttivi per il futuro».
Nel mirino dei senatori anche la tracciabilità dei pagamenti. La deroga alla soglia dei mille euro introdotta dal decreto Salva-Italia andrebbe spostata a 15.000 euro per gli acquisti di beni e servizi legati al turismo da parte di persone fisiche stranieri che entrano in Italia per acquistare il Made in Italy.
Non poteva mancare nel decreto fiscale una sanatoria. Un mini-condono per chiudere le liti fiscali di valore non superiore a 100mila euro. Lo chiede un emendamento firmato da Esteban Juan Caselli (Pdl). La chiusura del contenzioso avverrebbe attraverso il pagamento di 150 euro se il valore della lite è di importo fino a 2mila euro e il pagamento del 10% del valore della lite per importi che vanno da 2mila euro fino a 100mila euro.

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