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Black list, nuova soglia dall’invio del 2 aprile

di Luca Gaiani

Al via la nuova comunicazione black list con la soglia dei 500 euro. Entro il 2 aprile prossimo, i contribuenti dovranno trasmettere l'elenco delle operazioni intercorse con Paesi della black list nel mese di febbraio per il quale si ritiene trovi già applicazione il nuovo limite minimo introdotto dal Dl 16/2012. La novità, che consentirà di esonerare dal l'adempimento coloro i quali hanno effettuato solo cessioni o acquisti di importo trascurabile, pone degli interrogativi.
Il Dl 16/2012 ha modificato l'articolo 1 del Dl 40/2010 che ha introdotto l'obbligo della comunicazione delle operazioni black list. Il testo della norma in vigore dal 2 marzo scorso prevede l'obbligo, per i contribuenti Iva, di comunicare tutte le cessioni, le prestazioni e gli acquisti di beni e servizi di importo superiore a 500 euro, intervenute con operatori economici domiciliati in Paesi inclusi nelle black list previste dal Dm 4 maggio 1999 e dal Dm 21 novembre 2001.
La soglia, così come indicata nella legge, riguarda ogni singola operazione e non invece il totale del fatturato da o verso una determinata controparte. Non essendo previsti, per questa comunicazione, obblighi di cumulo delle operazioni collegate o continuative, l'importo da confrontare con il limite si deve trarre da ogni fattura emessa o ricevuta (o dalle bolle doganali per le importazioni). Solo in questo modo, infatti, si può considerare che l'introduzione della soglia abbia un effetto di semplificazione in conformità alle finalità del provvedimento.
Per esempio, se nel corso di un mese si ricevono tre fatture per altrettante lavorazioni rese da un fornitore di Hong Kong, ciascuna di 400 euro, la comunicazione non dovrà essere fatta anche se con l'impresa estera esiste un rapporto contrattuale continuativo. Il criterio dell'importo distintamente fatturato dovrebbe valere (ma una conferma ufficiale sarebbe opportuna) anche in presenza di documenti emessi sotto soglia per acconti su forniture che, nell'importo complessivo, superano invece i 500 euro.
Un altro aspetto da chiarire riguarda le note di variazione, che vanno comunicate solo se riferite a importi inclusi in un precedente elenco. Adottando i criteri previsti per lo spesometro, le note di variazione andrebbero sempre comunicate (anche se inferiori a 500 euro) se riferite a fatture già trasmesse al Fisco. Sempre in base ai chiarimenti dello spesometro, si dovrebbero comunicare anche le note di addebito su fatture non comunicate, in quanto inferiori ai 500 euro, se, a seguito dell'integrazione, la soglia viene superata. Ad esempio, andrebbe comunicata una nota di 200 euro emessa a seguito di una differenza prezzi su una fattura di un mese precedente (non segnalata) di 450 euro.
L'introduzione della soglia genera poi talune complicazioni per chi opera con sistemi informatici (motivo per cui il limite è stato cancellato dallo spesometro). In questo caso, mancando ogni possibile incrocio con i dati della controparte, dovrebbe essere consentito o comunque non sanzionabile (si spera che l'Agenzia lo confermi) continuare a comunicare tutte le operazioni, comportamento che non ostacola i controlli del Fisco.
La soglia di 500 euro è entrata in vigore dal 2 marzo 2012. È quindi già applicabile alla data di presentazione del prossimo elenco (2 aprile 2012) ancorché lo stesso sia riferito a operazioni registrate in febbraio. Per l'analoga modifica apportata allo spesometro (per il quale dal 1° gennaio 2012 è stata cancellato il precedente limite di 3.000 euro), l'agenzia delle Entrate, con istruzioni diffuse sul proprio sito, poi confermate dal Governo con la risposta a un'interrogazione parlamentare, ha invece ritenuto che la decorrenza sia riferita al momento di effettuazione delle operazioni. È dunque auspicabile che le Entrate facciano tempestivamente conoscere il loro parere anche sulla decorrenza della nuova soglia per la black list.

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