Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Black list, indeducibili i costi indiretti

Più certezze nell’indicazione in Unico 2012 dei cosiddetti “costi black-list”. I recenti chiarimenti forniti dalle Entrate nell’evento UnicoMap permettono di sciogliere alcuni dubbi importanti sull’indeducibilità delle spese e degli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con soggetti (imprese e professionisti) ubicati in Paesi a fiscalità privilegiata. Questi costi vanno obbligatoriamente segnalati nel modello Unico con variazione in aumento nel rigo RF 30 (Unico SC) e in diminuzione nel rigo RF 52 se ricorrono le condizioni esimenti che permettono la deducibilità.
I costi indiretti
Uno dei primi problemi da affrontare nell’individuare i costi indeducibili è tracciare con precisione il perimetro della locuzione normativa «spese ed altri componenti negativi». È chiaro che tra i costi suscettibili di essere dichiarati indeducibili vi sono gli acquisti di beni o servizi, cioè le operazioni con società estere black-list che direttamente producono componenti negativi di reddito.
Meno evidente è arrivare alla stessa conclusione sui costi generati indirettamente con operazioni internazionali. Già la circolare 51/E del 2010, affrontando questo argomento (paragrafo 9.2), aveva esteso la nozione di costi da monitorare comprendendo anche quelli indiretti, come gli ammortamenti, ma altri costi possono scaturire da una originaria operazione con soggetti black-list.
In particolare, si può verificare una minusvalenza per cessione di bene strumentale originariamente acquisito da fornitore residente in Paese a fiscalità privilegiata. Ora, mentre sugli ammortamenti può essere evidente la correlazione con l’intento di cui all’articolo 110 del Tuir, meno evidente è la stessa correlazione se si pensa alla cessione del cespite a un soggetto residente (o comunque residente in Paese white-list). In questo caso il componente negativo è generato per effetto di una operazione non contemplata dall’articolo 110 del Tuir, se non per la circostanza che il bene sia stato in origine acquistato da un fornitore black-list. La tesi che emerge dalla risposta Map è che comunque siamo di fronte a un costo che subisce la disciplina dell’articolo 110 del Tuir, e per la verità questo assunto era stato sinteticamente accennato anche dalla circolare 51/E.
La risposta Map completa però lo scenario affermando che:
– la segnalazione nel modello Unico (oltre che per gli ammortamenti) va eseguita anche nel periodo d’imposta in cui si realizza la minusvalenza, a nulla rilevando che l’acquirente non sia black-list;
– se sono state fornite le circostanze esimenti al momento dell’acquisto, queste valgono anche per dedurre la minusvalenza sulla cessione del cespite.
Resta da aggiungere che nel caso di cessione del cespite che ha generato plusvalenze, se gli ammortamenti non sono stati dedotti per effetto dell’articolo 110 del Tuir, ne deve conseguire l’intassabilità della conseguente plusvalenza, per evitare fenomeni di doppia tassazione.
Le perdite sui crediti
Sempre nel filone dei costi black-list indiretti, vanno annoverate le perdite su crediti derivanti da operazioni con soggetti esteri. In questo caso, l’operazione originaria è stata esclusa dal monitoraggio ex articolo 110 del Tuir, poiché operazione che ha generato componenti positivi e non negativi. Tuttavia, nel momento in cui il credito diviene perdita, scatta l’indeducibilità che può essere superata solo dimostrando la sussistenza delle circostanze esimenti. Così si pronuncia la risposta Map, a cui si deve aggiungere un corollario: la dimostrazione dello svolgimento di effettiva attività commerciale sembra doversi eseguire in relazione al momento in cui si è formato il componente positivo e non necessariamente al momento in cui si manifesta la perdita sul credito. Quest’ultima tesi sembra avvalorata dalla risposta Map, in cui si citano le esimenti, e per quella relativa allo svolgimento di attività commerciale viene usato il verbo al tempo imperfetto «…svolgeva prevalentemente un’attività commerciale effettiva…».
Le operazioni finanziarie
La circolare 51/E del 2010 aveva affermato che l’indeducibilità traeva origine da «transazioni commerciali», il che poteva portare all’erronea conclusione che i costi di carattere finanziario fossero esclusi dalla disciplina dell’articolo 110 del Tuir.
Basti pensare agli oneri finanziari derivanti da conti correnti ubicati in Paesi off-shore, o anche in luoghi meno esotici come il Liechtenstein. Secondo la tesi espressa dalla risposta Map, anche questi costi rientrano nella disciplina dell’indeducibilità condizionata alla sussistenza delle condizioni esimenti. Va ricordato che la lista dei Paesi black-list ai fini dell’articolo 110 è diversa da quella rilevante ai fini della disciplina della segnalazione telematica delle operazioni black-list: ad esempio gli oneri finanziari derivanti da un conto corrente con istituto di credito ubicato a San Marino non sono da segnalare nel modello Unico, mentre sono oggetto della comunicazione prevista dal Dl 40/2010.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nonostante la pandemia tante aziende hanno deciso o subìto il lancio di un’Opa che le porterà a ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Peugeot-Citroën ha annunciato di aver parzialmente rimarginato le ferite della prima parte dell’a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Meno macchine, meno motori termici, e un ritorno al futuro nei modelli. Ecco la ricetta del nuovo am...

Oggi sulla stampa