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Black list, i tempi si allungano

Più tempo per l’invio della comunicazione «black list»: slitta infatti al 20 settembre il termine per la trasmissione all’agenzia delle entrate dei dati delle operazioni scambiate nel 2015 con soggetti stabiliti in paesi e territori con regimi fiscali privilegiati. È quanto dispone un provvedimento dell’agenzia delle entrate adottato ieri, 24 marzo 2016, al fine di permettere l’adeguamento dei sistemi informatici per l’esecuzione dell’adempimento istituito dal dl n. 40/2010. La comunicazione delle operazioni black list relativa al 2015, pertanto, pur dovendo effettuarsi utilizzando il quadro BL del modello polivalente, si smarca dallo «spesometro», per il cui invio rimangono fermi i termini del 10 aprile (quest’anno l’11 perché il 10 è domenica) per i contribuenti mensili e del 20 aprile per i trimestrali. La scadenza «ordinaria» del 10-20 aprile della comunicazione black list, peraltro, non risulta da nessuna disposizione. In base alle norme vigenti, la comunicazione deve essere inviata entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento. Così stabilisce l’art. 3 del dm 30 marzo 2010. Il provvedimento dell’agenzia delle entrate del 2 agosto 2013, con il quale è stato approvato il modello polivalente, che accoglie, oltre allo spesometro, anche la comunicazione black list, prevede espressamente che, per quest’ultimo adempimento, restano fermi «i periodi di riferimento previsti dall’articolo 2 ed i termini di cui all’art. 3 del dm 30 marzo 2010». La modifica del periodo di riferimento della comunicazione black list, divenuta annuale per effetto del dlgs n. 174/2014, a rigore, non dovrebbe avere alcun effetto sul termine dell’adempimento, che sarebbe quindi il 31 gennaio, ultimo giorno del mese successivo al periodo (annuale) di riferimento. Già l’anno scorso, però, in relazione alla comunicazione black list relativa al 2014, il termine del 31 gennaio è passato inosservato; anche lo scadenzario degli adempimenti fiscali pubblicato dall’Agenzia sul proprio sito internet lo ha ignorato, avallando tacitamente la caducazione della scadenza di legge e l’unificazione del termine per l’invio della comunicazione black list con i termini per l’invio dello spesometro. Il provvedimento di ieri, prorogando la scadenza della black list relativa al 2015 al 20 settembre 2016, ufficializza di fatto questa posizione. Lo spesometro per quanto riguarda la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva prevista dall’art. 21 del dl n. 78/2010, il cosiddetto spesometro, non si registra al momento niente di nuovo. Le scadenze per la trasmissione sono oramai prossime e rimangono aperte alcune questioni, a cominciare dalla comunicazione delle operazioni con l’estero, su cui erano state annunciate due anni fa istruzioni supplementari atte a rimediare alcune incongruenze delle istruzioni che accompagnano il modello, che non sono però arrivate. Non è ancora stato sciolto il dubbio se debbano essere segnalate oppure no le operazioni extraterritoriali, che tecnicamente sono operazioni «non rilevanti» per carenza del presupposto della territorialità, ma che dal 2013 sono state assoggettate agli obblighi di fatturazione, registrazione e dichiarazione. in generale, le operazioni con fattura devono essere comunicate tutte, a prescindere all’importo, mentre quelle senza emissione di fattura solo se di importo non inferiore a 3.600 euro, comprensivo dell’Iva. Ancora l’anno scorso, tuttavia, con provvedimento del 31 marzo 2015, l’agenzia delle entrate ha escluso dalla comunicazione relativa al 2014 le operazioni attive di importo unitario inferiore a 3.000 euro, al netto dell’Iva, effettuate dai soggetti di cui all’art. 22 (contribuenti non tenuti all’emissione della fattura) e 74-ter (agenzie di viaggio) del dpr 633/72; se non arriverà un provvedimento analogo, quest’anno i suddetti contribuenti saranno tenuti a comunicare tutte le fatture emesse previste dagli artt. 22 e 24 del dpr n. 633/72.

Roberto Rosati

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