01.08.2025

Bitetti torna in campo ma l’accordo sull’ex Ilva è solo sui forni elettrici

  • La Repubblica

C’è l’ok alla decarbonizzazione, ma non all’accordo. La trattativa sull’ex Ilva procede lentamente. Per il momento, l’unica certezza, come sancito nel verbale di incontro fra governo e rappresentanti degli enti territoriali, è il mandato del ministero delle Imprese e del Made in Italy ai commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ad aggiornare il bando di gara per la vendita dello stabilimento siderurgico. L’obiettivo è il passaggio graduale dagli attuali altoforni a carbone a tre forni elettrici. Della firma dell’accordo di programma, invece, se ne riparlerà il 12 agosto. Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che ha raggiunto la Capitale dopo aver ritirato le dimissioni rassegnate lunedì scorso, chiede tempo per approfondire la bozza di intesa e per confrontarsi con il consiglio comunale. «Non ho firmato nulla perché bisogna consentire ai consiglieri comunali di valutare con attenzione la proposta per avere contezza di quelle che saranno le garanzie per la città di Taranto e i suoi abitanti», spiega. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso si aspettava un passo in avanti più deciso, ma alla fine esprime soddisfazione. «C’è il pieno consenso degli enti locali sui piani di decarbonizzazione che abbiamo e nel dare il via libera ai commissari all’aggiornamento della gara ai fini della piena decarbonizzazione, con la realizzazione certa e congrua nel tempo dei forni elettrici che sostituiranno gradualmente gli altoforni», dice. Anche per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è stato messo un punto fermo: «Da 10 anni chiediamo la completa decarbonizzazione della fabbrica, che oggi è stata ufficialmente decisa dal governo», osserva. Resta da chiarire quali saranno le ricadute occupazionali. Oggi è in programma un nuovo incontro con i sindacati. Dato per acquisito il piano di decarbonizzazione, anche a prescindere dalla firma dell’accordo di programma il prossimo 12 agosto, andrà definita la partita dei quattro impianti di preridotto, il cosiddetto Dri, e dei quattro impianti di abbattimento della Co2 , che il governo vorrebbe realizzare a Taranto, e del relativo approvvigionamento di gas. Questioni che saranno affrontate a settembre, ma sulle quali non si registrano aperture da parte del Comune di Taranto.

L’ipotesi di installare un rigassificatore galleggiante per far arrivare nel capoluogo jonico la quantità di gas necessaria per alimentare i forni elettrici e gli impianti di Dri non riscuote consensi. Il ministero si è detto disponibile a discutere della migliore collocazione del polo del Dri per garantire la sostenibilità dello stabilimento di Taranto e l’autonomia strategica del Paese. La trattativa si sarà ancora lunga.