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Il bitcoin torna sopra quota 5mila dollari

Sarebbe stato un ordine di acquisto da 20mila bitcoin, gestito a livello algoritmico e suddiviso su tre dei maggiori exchange globali – Coinbase, Kraken e Bitstamp – a ridare improvvisamente slancio alla criptovaluta più famosa, riportandola di forza al di sopra di quota 5.000 dollari, ai massimi dell’anno. Ancora ieri ha guadagnato un altro 8% a ridosso di 5.100 dollari, trainando l’intero comparto delle cripto: tra le maggiori da segnalare Bitcoin Cash che ha praticamente raddoppiato il valore in 48 ore. Da inizio anno bitcoin ha oscillato in una fascia tra 3.300 e 4.200 dollari, arrestando la lunga emorragia che l’aveva fatta crollare dal picco di 20.000 dollari del dicembre 2017.
Tra i sospettati dell’ordine da circa 100 milioni di dollari che ha innescato un balzo di circa mille dollari in neanche due giorni, ci sono gli hedge fund che operano su base algoritmica, l’ultima moda della criptofinanza. Da settembre sono nati una ventina di fondi algo o quantitativi, che operano sulla base di sofisticati software automatici alla ricerca di occasioni di guadagno sulle 24 ore. Mentre gli hedge fund attivi sulle criptovalute hanno lasciato sul terreno oltre il 70% nell’ultimo anno, alcuni di quelli algo hanno messo in cascina guadagni anche del 10% mensile. In ogni caso la situazione tecnica lasciava presagire un solido rimbalzo, anche se il mondo delle criptovalute, per la relativa esiguità dei volumi e degli attori sul mercato, è abituato all’altissima volatilità. A influire potrebbe essere un elemento tecnico legato al bitcoin: a metà 2020 scatterà il dimezzamento di valute liberate in rete ogni dieci minuti (da 12,5 a 6,25 bitcoin) come ricompensa per i miner. Storicamente ogni dimezzamento periodico viene salutato nei dodici mesi precedenti con un rialzo delle quotazioni: il balzo di questi giorni potrebbe anche esserne il preludio.
Intanto le criptovalute, quelle non “pubbliche”, fanno breccia nel mondo più “ufficiale”. Il 2019 sarà l’anno in cui protagonisti consolidati battezzeranno la loro criptovaluta: lo ha già annunciato Jp Morgan per i pagamenti interni tra clienti e la sta studiando Facebook, con ogni probabilità per i trasferimenti crossborder via Whatsapp, così come Telegram, altro colosso dell’instant messaging. Tutti determinati a introdurre il grande pubblico al mondo delle valute digitali.

Pierangelo Soldavini

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